L’argomento ha tenuto banco sulla stampa locale nei giorni scorsi, e riguarda il presunto inquinamento della foce del Carrione: nello specifico, si parlava di erosione del litorale compreso fra le foci del Carrione e del Lavello, e del presunto insabbiamento della foce del Carrione. Non si fa attendere la risposta di Fabrizio Magnani, Vice presidente della Provincia di Massa Carrara con delega alla Difesa del suolo: “eventuali erosioni dei fondali di fronte al tratto di costa non possono essere associati alla situazione della foce del Carrione: il tratto di costa è infatti caratterizzato dalla presenza di una scogliera emersa radente con un piazzale retrostante, una protezione caratterizzata dall’erosione alla base dovuta alla riflessione del moto ondoso, che nel tempo porta via sabbia, con possibili cedimenti della scogliera”. Riguardo agli eventuali insabbiamenti della foce del Carrione Magnani precisa che, dal 2007, “è stato istituito un Comitato tecnico per il monitoraggio periodico di quel tratto. Le verifiche riguardano gli accumuli sabbiosi di materiale alla foce con formazioni di barre, che si sono sempre di volta in volta demolite naturalmente in concomitanza con le piene più rilevanti del Carrione”. Il vice presidente rassicura concludendo che,  “dai monitoraggi effettuati non sono giustificati gli allarmismi relativi alle possibili esondazioni delle acque del Carrione nel tratto a monte di Viale Da Verrazzano, messo in sicurezza di recente”.