«Basta propaganda. Servono investimenti contro la crisi climatica e per la sicurezza delle coste», così l’assessore regionale all’Ambiente David Barontini replica ai deputati di Forza Italia e della Lega. «Sulla difesa della costa servono serietà, programmazione e risorse. La Regione Toscana ha già approvato una strategia organica, individuando le criticità, definendo le priorità e quantificando i costi degli interventi. Ora occorre finanziarla: un impegno di questa portata richiede risorse nazionali stabili e non può gravare prevalentemente sul bilancio regionale».

Ad inizio agosto la Giunta regionale ha approvato il Masterplan della costa toscana, con un fabbisogno complessivo stimato in 547,7 milioni di euro su un orizzonte di 15-20 anni, di cui circa 166 milioni nel primo decennio. Una pianificazione che riguarda gli oltre 600 chilometri di litorale e individua interventi puntuali, priorità e fabbisogni economici.

La Regione, sottolinea Barontini, ha già destinato, dal 2021, circa 77 milioni di euro alla difesa della costa attraverso risorse regionali ed europee. Nel 2026 sono inoltre previsti oltre 2 milioni di euro per 17 interventi in 11 comuni costieri, mentre a Marina di Pisa è in programma un intervento strutturale da 7,5 milioni. Prosegue anche il monitoraggio sistematico del litorale svolto egregiamente dal Consorzio LaMMA.

Sul fronte dei ripascimenti, poi, la Regione ha lavorato alla definizione di valori chimici di riferimento specifici per i sedimenti marini toscani: un passaggio necessario per favorire, nel rispetto delle garanzie ambientali, il riutilizzo della sabbia proveniente dai fiumi e dai porti della Toscana, riducendo il ricorso a quella di altre aree, come il Po.

«Ai deputati che si lamentano dico: chiedano al loro Governo di investire nella tutela delle coste e nella salvaguardia e messa in sicurezza del territorio, anziché negli armamenti. La crisi climatica può causare danni gravi alle persone, alle infrastrutture e alle attività economiche. Riempirsi la bocca di slogan mentre mancano i fondi per la prevenzione è ridicolo. Si occupino di cose serie».

Barontini porterà inoltre a breve alla CAES (la Commissione Ambiente, Energia e Sostenibilità della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome) una proposta, anticipata nelle scorse settimane alla coordinatrice della Commissione per costruire una strategia nazionale delle coste. Il confronto con le altre Regioni inizierà, a breve, nelle prossime settimane. Il percorso prevede di raccogliere dati comparabili su criticità e interventi, definire le priorità e quantificare i fabbisogni nel breve, medio e lungo periodo. L’obiettivo è arrivare a un Masterplan nazionale o a un documento unitario di programmazione finanziaria su cui fondare le richieste di risorse allo Stato e all’Unione europea.

Il messaggio conclusivo dell’assessore è netto: «La difesa della costa non può essere una somma di emergenze locali. Il nostro Masterplan è pronto. Ora il Governo dimostri di considerare la difesa della costa una priorità nazionale, mettendo a disposizione le risorse necessarie. Perché la differenza non la fa chi invoca un commissario, ma chi riesce a trasformare i progetti in opere realizzate: è così che si misura la sicurezza nei territori».

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