Rappresenta uno spreco di denaro pubblico perché non collega la città al castello che deve essere comunque raggiunto a piedi ma due strade; non abbatte le barriere architettoniche; sconvolgerà il paesaggio con le sue tre rampe a scapito della vegetazione esistente. Con queste premesse Italia Nostra ribadisce il suo NO alle scale mobili. E, per far sentire ancora di più la sua voce, ha raccolto 4060 firme contro la loro realizzazione, che si aggiungono al gruppo dei 900 attivi su facebook. L’associazione ambientalista precisa che, a differenza di quanto esposto sulla stampa locale, non  sarà possibile costruire un secondo lotto di scala mobile, perché le prescrizioni della Soprintendenza prevedono nel secondo tratto l’accesso al castello attraverso i sentieri esistenti o, in alternativa,  tramite un ascensore da Porta Quaranta con un accesso in galleria. Il restauro delle mura invece dovrà essere effettuato prima della costruzione delle scale, preciso vincolo della Soprintendenza. Italia Nostra critica anche la scelta di costruire a ridosso delle mura antiche due piloni alti 5 e 7 metri allo scopo di superare il dislivello finale di 10 metri per accedere a via Santa Chiara. L’associazione si domanda dunque se gli uffici abbiano valutato il nuovo progetto nella sua interezza e si chiede quante saranno le persone che effettivamente utilizzeranno l’opera architettonica, e quali spese peseranno sui contribuenti.  E, da parte del suo presidente Bruno Giampaoli, arriva una critica non all’assessore Nardi, ma al progetto in sé.