Intervento sul fronte della cultura in Toscana. Il deputato e capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Cultura, Alessandro Amorese, accusa il presidente della Regione Eugenio Giani di “limitarsi alle chiacchiere”, contrapponendo l’azione concreta del governo guidato da Giorgia Meloni.
«Mentre il presidente Giani ricorre a dichiarazioni estemporanee – afferma Amorese – il Governo Meloni, sui temi legati ai beni culturali toscani, ha fatto e continua a fare, senza guardare al colore politico di chi amministra i territori. È un approccio opposto a quello della sinistra, che ha sempre badato più alle tessere di partito che ai risultati».
Amorese rivendica la costante presenza del Ministero della Cultura in Toscana, prima con Gennaro Sangiuliano e oggi con Alessandro Giuli: «Il ministro Giuli non è stato in Toscana solo nelle ultime settimane. Penso agli Stati Generali della Cultura organizzati da FdI a Firenze, al seminario di Piombino sulla rigenerazione del paesaggio nelle aree industrializzate, a quello di Siena su cambiamento climatico e tutela del paesaggio. E presto sarà di nuovo in Toscana per il 25° anniversario della Convenzione Europea del Paesaggio, firmata a Firenze nel 2000».
Questa “partecipazione attiva” del ministero ha permesso di sbloccare e affrontare situazioni rimaste ferme per anni: «Spesso la Regione Toscana e vari enti locali si erano completamente disinteressati. L’esecutivo Meloni sceglie qualità e competenze, non appartenenze di partito».
Amorese conclude con una stoccata al governatore: «Giani evidentemente non riesce ad accettare il cambio di paradigma introdotto da questo governo, che ha restituito alla cultura la sua dimensione popolare e inclusiva, non più appannaggio elitario di una parte politica. Quel tempo è finito».
