La nostra visione è rilanciare Massa, non lasciarla prigioniera delle scelte del passato

Le recenti considerazioni sul tema urbanistico mi offrono l’occasione per chiarire alla città il percorso che questa Amministrazione ha scelto di intraprendere e le ragioni delle scelte fatte.

Quando Persiani è arrivato alla guida di Massa, il primo imperativo era portare finalmente a conclusione il Regolamento Urbanistico, il cui iter era fermo da anni. Ci siamo assunti la responsabilità di approvarlo, pur trattandosi di uno strumento ereditato dalla precedenti amministrazioni.  E lo abbiamo fatto per un senso di responsabilità verso Massa, perché la città non poteva rimanere ancora bloccata.

Ma c’è un dato che merita una riflessione: dal Regolamento Urbanistico approvato nel 2019 non è partito, nei fatti, un solo intervento di trasformazione previsto da quell’impianto. È proprio da qui che nasce la necessità di cambiare direzione.

Le varianti non sono quindi il frutto dell’assenza di una visione, ma la risposta a esigenze concrete del territorio e alla necessità di superare rigidità che non hanno prodotto i risultati attesi.

L’ex Olivetti-Synthesis è forse l’esempio più evidente. Parliamo di un’area dismessa da circa trent’anni, sulla quale nel tempo sono stati fatti diversi tentativi di rilancio, senza riuscire a restituirla alla città.

La nostra battaglia non è contro il manifatturiero, ma contro il degrado.

Per questo abbiamo scelto un mix di funzioni produttive, artigianali, direzionali, commerciali e di servizio, non per togliere opportunità all’industria, ma per aggiungerne, cercando di rendere finalmente possibile il recupero di un’area dentro una strategia più ampia di riqualificazione.

La stessa impostazione l’abbiamo già dimostrata con il PNRR, attraverso ad esempio il recupero dell’ex Mercato Coperto e dell’ex CAT e oggi la stiamo portando avanti con il nuovo Piano Strutturale e il Piano Operativo Comunale.

A breve il nuovo percorso arriverà in Consiglio comunale e si aprirà la fase delle osservazioni. Sarà quello il momento del confronto vero, nel quale ciascuno potrà mettere sul tavolo la propria idea di Massa.

Ed è proprio qui che emerge la differenza: noi abbiamo scelto una direzione e stiamo assumendoci la responsabilità di perseguirla. Le posizioni critiche, invece, troppo spesso appaiono frammentate e non riconducibili a una proposta organica di città, come dimostrano anche le diverse sensibilità che emergono nel dibattito consiliare.

Perché questa non è una discussione tra maggioranza e opposizione: è una discussione sul futuro di Massa.

E noi abbiamo scelto di non lasciare la città prigioniera delle scelte del passato. Abbiamo scelto di cambiarle.

Adesso sarà il confronto sui nuovi strumenti urbanistici a dire chi ha una proposta concreta per il futuro e chi, invece, si limita ancora a guardare nello specchietto retrovisore.

Lascia un commento