“Allo stato attuale, tenere un’area di quelle dimensioni vincolata a una destinazione esclusivamente industriale che fatica a insediarsi significa condannarla al degrado e all’abbandono. La politica ha il dovere di governare il cambiamento, non di farsi trascinare dall’immobilismo.

Ecco perché il voto a favore della variante proposta dal Comune di Massa. 

Non stiamo abbandonando l’industria: la stiamo raddoppiando in qualità

Il Consorzio ZIA giustamente ricorda che la sua missione è difendere l’industrializzazione. Ma difendere l’industria nel 2026 non significa feticismo del cemento industriale vuoto.

La proposta del Comune di Massa mantiene il 50% della missione industriale dell’area.

Questo spazio sarà destinato a un’industria moderna, compatibile e sostenibile.

L’altro 50% non viene “perso”, ma restituito alla comunità e all’economia cittadina attraverso:

• Progetti commerciali: che creano occupazione immediata e servizi.

• Spazi sociali e sportivi: che migliorano la qualità della vita dei cittadini di Massa e riqualificano un’area storica.

Il vero rischio non è la variante; il vero rischio è la ruggine. Di fronte a investitori pronti a far ripartire un’area strategica, arroccarsi su posizioni ideologiche significa fare un danno al territorio. Bisogna saper cogliere le opportunità quando si presentano, con intelligenza e senso del limite.

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