Interpellanza

 

Al Sindaco di Carrara e all’assessore competente

Scorrendo le pagine dei giornali degli ultimi anni (!!!) si incontrano ad ogni piè sospinto annunci, dichiarazioni, progetti e simili amenità dall’amministrazione del Comune di Carrara a proposito del Parco della Padula e della Villa Fabbricotti, la cui destinazione museale ha sempre suscitato perplessità di ogni genere.

I tentativi più o meno lodevoli di restituire alla fruizione della città il Parco e la Villa hanno radici lontane. Fin dai tempi della Fazzi Contigli se ne parlava con insistenza e la giunta Segnanini provò a realizzare importanti innovazioni finite poi nel degrado a causa della trascuratezza nella gestione del parco.

Nonostante tutte le promesse ad oggi la Padula  è poco più che una pattumiera a cielo aperto, e se Segnanini aveva forse esagerato spendendo per esempio molto denaro per il “ponte della vergogna” mai usato da nessuno e finito nel degrado più assoluto, non si può dire che in seguito si sia fatto molto di meglio.

La concezione del parco come un museo (non una pattumiera) a cielo aperto era e rimane una intuizione encomiabile. Anche se a nostro avviso non è affatto da scartare un ruolo importante dell’Accademia nella gestione di diversi spazi della Padula, richiesti anche di recente dai vertici di questo ente, non possiamo dimenticare che Carrara ha comunque bisogno di un parco curato e godibile che possa essere frequentato tanto dai nostri concittadini quanto dai turisti attratti magari più dalla presenza della Cattedra di Scultura che da “fantasmi” vagamente michelangioleschi.

Ad ascoltare i proclami dell’amminstrazione uscente questa avrebbe dovuto essere la maggioranza capace di “restituire la villa e il parco alla città”. Per ora di sicuro è stata soltanto una giunta che ha colpevolmente trascurato la Padula impedendone di fatto la fruizione alla cittadinanza senza aver ancora concluso nulla.

Per questo chiediamo quale sarà il futuro immediato del Parco e della Villa. Sia noi che i cittadini di Carrara vogliamo sapere concretamente cosa ne sarà domani di entrambi, pensando però al termine “domani” non come ad un tempo vago, ad un futuro astratto e lontano ma semplicemente come al giorno che viene dopo l’oggi.

Per Forza Italia  Lanmarco Laquidara e Maria Elena Musetti