Un lungo elenco: comincia così l’incontro fra Gaia S.p.A e Comune di Tresana voluto dal Sindaco Matteo Mastrini per fare il punto sullo stato delle acque.
Dalla manutenzione ordinaria alla pulizia delle vasche di raccolta, dall’interramento dei tubi (che per metri e metri scorrono nei boschi di Tresana) alla sostituzione della rete idrica deteriorata: “Qui funziona solo la fognatura – sottolinea il Sindaco di Tresana -, in trenta anni quasi nulla è stato fatto. Quando interveniamo sulla rete idrica troviamo impianti risalenti agli anni ’50. Gaia è nata per fare investimenti sul territorio, ma in realtà di opere pubbliche ne abbiamo viste poco e solo dopo lunghe insistenze da parte nostra. In questi anni siamo riusciti a riqualificare l’acquedotto di Popetto, a realizzare la nuova rete in Via Tanigatti e Via Casa Nuova, ma tutto il resto è ancora da fare. Chiedo di sostituire tutte le tubazioni vecchie, delocalizzare il serbatoio di Giovagallo in frana, sostituire la condotta adduttrice dai pozzi in Loc. Nave al serbatoio di Canala, interrare le tubazioni e sostituirle in Loc. Palazzo”.
La risposta del Presidente Vincenzo Colle è parziale: “Abbiamo dovuto riprogrammare per i prossimi anni alcuni investimenti perchè dobbiamo risolvere la situazione deficitaria della Società”.
Spiegazioni solo in parte accettate da Matteo Mastrini, che ha ribadito come negli ultimi anni siano stati tagliati gli investimenti ed aumentate le tariffe: “Quando una Società è in deficit, e quello di Gaia ammonta a 191 milioni di Euro, non assume. Invece, essendo una S.p.A, a Gaia è consentito quello che a un Comune non è possibile fare: noi siamo bloccati dal patto di stabilità e non possiamo spendere anche se il nostro bilancio è perfetto, non ci è consentito assumere se un dipendente va in pensione. Gaia invece, senza soldi, può assumere perchè una S.p.A”.
Molte le proteste in sala e folta la partecipazione del pubblico arrivato da tutta la Lunigiana: “Monti è senza acqua potabile, ma noi continuiamo a pagare – ha sottolineato Serafino Altieri di Licciana Nardi – non è possibile andare avanti così”.
Proteste che arrivano anche da Bagnone: “Qui alcuni hanno diritto agli allacci agricoli – aggiunge Alberto Santini, Consigliere Comunale – altri no”.
Stessa linea anche per il Comune di Filattiera, rappresentato da Paolo Zammori: “Anche deliberando probabilmente i nostri Comuni avrebbero difficoltà a recuperare la gestione, ma questo non significa che non si debba iniziare un percorso”
A sostenere la protesta il Comitato Acqua alla gola di Massa: “Siamo disponibili a raccogliere la protesta anche in Lunigiana – ha aggiunto il Presidente Alfonso Baldi – che ha concordato con Aeci Aulla un piano per assistere gli utenti”.
A prendere la parola il Presidente Luigi Filippi: “Non siamo a disposizione perchè gli utenti sono i primi a subire le inefficienze della gestione di Gaia”.
In conclusione di serata Mastrini rilancia l’idea della rimunicipalizzazione: “Serve la volontà politica. Nei Comuni al voto chiederemmo ai candidati di inserire nel programma questo punto. Nei Comuni dove non si vota cercheremo di organizzare Comitati per chiedere di avviare il percorso. I Comuni della Lunigiana, a qualsiasi schieramento appartengono, hanno un dovere nei confronti della popolazione: erogare l’acqua in via tendenzialmente gratuita e comunque al di sotto del prezzo di mercato. La Lunigiana è ricca d’acqua e questo bene viene sciupato ogni giorno, pagato a caro prezzo degli utenti e derivato ai Comuni più ricchi e più grandi di noi, senza alcun ritorno per la popolazione. La nostra risposta è Lunigiana Bene Comune, un’Azienda speciale che realizzi gli obiettivi che qualunque Azienda pubblica dovrebbe raggiungere”
