Un cordone di persone, in tutto una sessantina, percorre la strada che porta dal piazzale dell’Uccelliera ai piedi del Sagro: incappucciati e in assetto anti gelo sono i cittadini che hanno risposto all’appello lanciato da Assemblea Permanente e Gruppo di Intervento Giuridico in difesa del Parco e contro l’escavazione selvaggia. Arrivati al Morlungo, a poche decine di metri dalle contestatissime cave del Sagro, un gruppo si stacca ed estrae delle grandi lettere realizzate con il cartone, andando a comporre la scritta “We love Apuan Alps”. In questa seconda domenica del nuovo anno la nebbia non permette di vedere il messaggio da lontano e il freddo pungente, anche a valle, non ha certo incoraggiato le gite in montagna. Ambientalisti, esponenti della società civile e semplici cittadini hanno deciso comunque di esserci, per lanciare il loro grido d’amore per le Alpi apuane, chiedere più tutele per l’omonimo parco e soprattutto dire no alla nuova via di arroccamento, per soli camion, progettata dal Comune di Fivizzano per permettere alle ditte che scavano ai piedi del Sagro di conferire a valle i materiali di scarto. A riaccendere i riflettori sulla vicenda, la notizia che poco prima della fine dell’anno, il sindaco Paolo Grassi ha consegnato al suo collega Angelo Zubbani il progetto della nuova strada che, attraverso il Parco, permetterà ai bisonti del marmo di scendere fino a Torano, per rimuovere i detriti dalle cave del Morlungo. Recentemente la ditta che estrae a Cava Vittoria, è stata oggetto di un’ordinanza di sospensione di attività e di ripristino da parte del Comune di Fivizzano: a farla scattare sono state le irregolarità accertate dalle Guardie del Parco, che avrebbero trovato sul posto 20 mila metri cubi di marmo estratto e altrettanti asportati in modo non conforme al progetto. Secondo gli ambientalisti, costruire una strada nuova nel bel mezzo del parco per consentire la sopravvivenza di attività ad alto impatto ambientale, per di più parzialmente abusive, non ha senso. Di qui la mobilitazione di ieri, per chiedere maggiore rispetto per un habitat unico e preziosissimo come quello delle apuane.
