Domani, sabato 29 Settembre, alle ore 11, presso la sede del PDL di Aulla in piazza Craxi (entrata viale Resistenza). Si terrà una conferenza stampa dal titolo “Unione dei Comuni Montana, un ente a costo zero ??”. L’iniziativa è promossa dal Gruppo PDL dell’Unione dei Comuni.
Abbiamo acquisito, in questi mesi, sufficienti elementi per dire che le nostre perplessità sull’opportunità della trasformazione delle Comunità Montane in Unioni erano fondate.
Le comunità montane cambiando pelle, si sono salvate di fatto dall’abrogazione. Ora hanno pure più poteri perché, sotto questa nuova veste, svolgono funzioni che i minienti dovranno gestire in forma associata: ci ha pensato Mario Monti, con la spending review, a mettere in cassaforte gli enti di montagna, che cinque anni or sono venivano giustamente considerati un surplus da tagliare per ridurre dei costi della politica.
Come detto, la spending review (art.19 del dl 95/2012 G.U.) ha rimesso le cose a posto. Tanto che le comunità montane hanno celebrato una loro, particolarissima, ricorrenza. Poco più di un anno fa, il 13 agosto 2011, la manovra d’estate del governo Berlusconi (dl 138/2011), aveva imposto ai comuni con meno di mille abitanti di mettersi insieme fondendo bilanci e funzioni.
A un anno di distanza tutto è cambiato perché il decreto sulla riduzione della spesa pubblica, pur obbligando gli enti sotto i 5.000 abitanti (o sotto i 3.000 se montani) a esercitare le funzioni fondamentali in forma associata, ha lasciato ampia libertà di scelta sulla forma associativa da scegliere tra unione e convenzione. Non solo. Potrebbe sembrare un paradosso, ma un punto a favore della sopravvivenza delle comunità montane potrebbe proprio arrivare dal riordino delle province. Tirando le somme, cinque anni di riforme annunciate per un nulla di fatto e tutto questo grazie al Governo Monti.
All’ Unione dei Comuni Montana Lunigiana l’idea di razionalizzare i costi sembra proprio non piacere: al momento conta su due sedi, Aulla e Fivizzano e si appresta ad aprirne un’altra a Villafranca Lunigiana: non una grande idea in tempi in cui si chiedono ai cittadini enormi sacrifici. Ma non è finita qui: anzi che tagliare ove sarebbe necessario e possibile si organizzano giornate di incontro realizzate con i denari pubblici, si acquistano pagine dei quotidiani per fare pubblicità al percorso amministrativo dell’ente e soprattutto si mantengono le poltrone di sei assessori.
Ebbene si, l’Unione ha addirittura aumentato il numero degli amministratori che nella Comunità Montana erano tre. Al peggio non c’è limite.
