Domani mattina si riunirà la conferenza dei servizi così come previsto dal decreto Burlando sui porti turistici per prendere visione dei 6 progetti presentati dopo la richiesta di concessione e la conseguente attivazione della Burlando, fatta dalla società Acqua Marcia Pia del noto imprenditore Caltagirone. La onferenza dei servizi vedrà presenti i comuni di Carrara e di Massa, l’autorità doganale, l’autorità portuale in quanto ente concessore, il genio civile ed altri 20 enti e amministrazioni coinvolti a vario titolo nel processo decisionale per il futuro porto turistico. Ma tutto questo potrebbe servire a poco, poiché la regione toscana adotta un suo procedimento normativo in materia di costruzione di porti turistici che si discosta totalmente dalla normativa nazionale. Nel caso del porto apuano quindi sono attivi due procedimenti: quello del decreto Burlando attivato d’ufficio dopo la richiesta di Caltagironne e quello invece della regione indirizzato all’approvazione di un accordo di pianificazione attraverso un nuovo piano regolatore portuale approvabile dopo tre varianti ambientali strategiche di comuni (Carrara e Massa) e autorità portuale. Tuttavia è possibile che i due procedimenti si incontrino, per così dire, qualora la conferenza dei servizi individui un progetto ottimale. A quel punto non è chiaro cosa succederebbe ma la regione potrebbe avocare a se la decisione del decreto Burlando bypassando il problema.