Scroscio di applausi, in una sala gremita ieri sera alla conclusione dell’ormai noto cortometraggio ideato da alcuni membri de La Comune di Carrara: “Storia d’amore e d’anarchia ovvero:cento anni di abusi in piazza Farini nella nota casa di tolleranza…”. Platea accesa quindi, ma comunque capace di ascoltare in silenzio le relazioni dell’architetto Maria Grazia Contarini prima e dell’avvocato Vittorio Briganti poi. Se la prima, rivolgendosi al sindaco Angelo Zubbani ricordando le molteplici sollecitazioni pervenute negli anni e rimaste inascoltate da parte del Comitato circa lo stato preoccupante dello storico palazzo, chiedeva chiarezza, il secondo, con una corposa relazione giuridica, si rifaceva allo studio compiuto dal professor Ugo Natoli
A quel punto, la parola al primo cittadino, assente la proprietà cui erano state riservate poltrone in prima fila. Un intervento teso a rassicurare la platea: credo che finalmente abbiamo imboccato la strada giusta, presto sarà completata la puntellatura sul lato piazza Matteotti, la prossima settimana cominceremo quello su via Roma, ci siamo affidati a due luminari, i professori Baroni e Lagomarsini, il progetto di consolidamento sarà pronto a fine giugno, rivogliamo il teatro fruibile da tutta la cittadinanza, costi quel che costi. “Gli ultimi cedimenti non sono stati nascosti in malafede ma perché sapevamo che non stavano comportando pericoli reali, dobbiamo lavorare insieme”, ha aggiunto Zubbani, “questo non significa dimenticare gli errori del passato, non si faranno sconti a nessuno, chi risulterà responsabile dovrà pagare, ed io compreso, sono pronto a metterci la faccia. Adesso”, concludeva il sindaco, “dobbiamo pretendere dalla proprietà, ma troppo facile restituire l’immobile così com’è: vogliamo un teatro funzionale e sicuro”.
