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mercoledì, 8 maggio, 2019

http://www.antenna3.tv/2019/05/08/carrara-assegnata-la-direzione-scientifica-dei-musei-cap-e-carmi/

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CARRARA – Assegnata la direzione scientifica dei musei CAP e CARMI.

di  Andrea Lazzoni

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Carrara ha deciso di dotare di Direttori scientifici i musei CARMI e CAP della città. Una scelta significativa e rivoluzionaria rispetto al passato, finalizzata a garantire identità, continuità e coerenza alla programmazione museale, nella convinzione che il museo debba rappresentare un riferimento culturale tra passato e presente non solo per i turisti ma anche per tutti i cittadini di tutte le età. Un cambio culturale fondamentale che contribuirà alla crescita della città, anche grazie all’alto profilo professionale dei due Direttori designati alla guida dei due musei.

Laura Barreca andrà a ricoprire il ruolo di Direttore scientifico del CAP Centro Arti Plastiche: analogo ruolo è stato assegnato a Marco Ciampolini per il CARMI Museo Carrara e Michelangelo.

La direzione scientifica è stata affidata ai due docenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara sulla base di comprovate competenze tecniche e scientifiche e considerata la stretta collaborazione tra l’Amministrazione comunale e l’Istituto di alta formazione artistica, sulla base dell’Accordo di Programma sottoscritto nel dicembre 2017, che prevede la realizzazione di interventi di collaborazione, conservazione, valorizzazione del patrimonio museale.

L’Amministrazione comunale ha sancito la costituzione del Polo Museale Cittadino, approvandone il regolamento di organizzazione, nella convinzione che sarà così possibile ottimizzare gli strumenti di cooperazione tra musei, valorizzare le relazioni con il territorio, qualificarne la fruizione, la promozione, la dotazione di professionalità, costituendo un unico percorso dedicato alla specificità e alla ricchezza culturale del territorio, collegate al marmo e alla sua valorizzazione. Pur mantenendo la propria specificità, ogni spazio espositivo risulta, comunque, complementare e di approfondimento degli altri.

Il Dirigente del Settore Cultura ha effettuato la nomina dei Direttori Scientifici del CAP e del CARMI fra i titolari di cattedra dell’Accademia che hanno aderito alla manifestazione di interesse riservata ai titolari di cattedra presso l’istituto cittadino nelle materie inerenti il patrimonio museale, indetta dal Direttore della stessa Accademia.  Tra le candidature presentate, il curriculum del Professor Ciampolini è risultato particolarmente aderente all’incarico, in quanto è docente di ruolo di II fascia nel settore Stile, Storia dell’arte e del Costume per l’insegnamento di Arte Moderna presso l’Accademia, oltreché autore di numerose pubblicazioni specialistiche e curatore e responsabile scientifico di mostre temporanee. L’idoneità all’incarico della Professoressa Barreca, invece, è comprovata dal suo ruolo di docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Accademia, anche lei autrice di pubblicazioni specialistiche, già curatrice e responsabile scientifico di mostre temporanee.

Il provvedimento assunto, a decorrere dallo scorso 1 aprile con scadenza il 31 dicembre 2020, oltre all’aver individuato due professionisti altamente qualificati in quanto titolari di cattedra universitaria, consentirà anche di realizzare una economicità di risorse, grazie alla collaborazione pluriennale con l’Accademia di Belle Arti, nell’ottica della valorizzazione e promozione del patrimonio museale cittadino.

“Sono estremamente onorata, è il commento di Laura Barreca, di ricevere l’incarico di Direzione del CAP Centro Arti Plastiche, e di concerto con l’Assessorato alla Cultura, il mio impegno sarà rivolto alla costruzione di un programma culturale ampio, che comprenderà, oltre ai progetti espositivi, iniziative di inclusione sociale volte a rafforzare il rapporto con il territorio, e la creazione di legami con le eccellenze locali ed extraterritoriali. Il progetto museale si baserà sulla valorizzazione e promozione del patrimonio artistico, storico, antropologico di Carrara attraverso i diversi formati delle arti contemporanee, con l’obiettivo di consolidare i legami  pubblico-privato anche su scala urbana, ripensando il Museo come dispositivo di produzione culturale”.

Per il neo Direttore Marco Ciampoli il concetto ottocentesco di Museo, quale mero contenitore di opere d’arte, ha oggi ceduto il passo a nuovi istituti che all’idea di ‘conservazione’ uniscono quella di ‘approfondimento’. Questa esigenza è oggi supportata dalle nuove tecnologie, le quali permettono di valutare e analizzare le opere con una profondità metodologia impensabile fino a pochi anni fa. Così agli asettici cartellini, con riportato autore, soggetto e tecnica, si sostituiscono pannelli e strutture che illustrano la genesi dell’opera, nonché il contesto e il motivo per cui è nata. Il Museo diviene un luogo dinamico nel quale, meglio che sui banchi di scuole e nelle biblioteche, s’impara la storia dell’arte.  Con questo criterio innovativo è nato il Museo Carmi, per dare solidità scientifica e didattica al mito del rapporto del grande Michelangelo con la città del marmo. Apparati tecnologici ci portano alla conoscenza capillare delle opere del maestro, anche attraverso le affascinanti testimonianze verbali degli scultori del Novecento e della produzione cinematografica. L’intento, oggi, è quello di ampliare questo dialogo, presentando opere e maestri che hanno amplificato questo mito, così da fare di Carrara un luogo ineludibile per addentrarci nel percorso di conoscenza del maestro, della sua fortuna e della grande scultura in marmo.

 

LAURA BARRECA

Laura Barreca è Professore di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Carrara e docente di Fenomenologia dei Media e Storia e Teoria dei Nuovi Media all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Dal 2014 è Direttore del Museo Civico di Castelbuono (Palermo). Nel 2008 consegue il Dottorato di Ricerca e nel 2009 vince la borsa di ricerca Post-Dottorato presso l’Italian Academy for Advanced Studies alla Columbia University di New York. Nel 2013 è stata Assegnista di Ricerca all’Università degli Studi di Palermo. Ha curato mostre personali e collettive, tra cui: Nedko Solakov, Hans Op De Beeck, Pino Pascali, Seb Patane, Luca Trevisani, Letizia Battaglia, Pietro Ruffo, Salvatore Arancio, Manfredi Beninati, MASBEDO, Wael Shawky, Olaf Nicolai. Ha collaborato con musei e fondazioni, tra cui PAN-Palazzo delle Arti Napoli (di cui è stata curatore dal 2007 al 2009), l’Archivio S.A.C.S. del Riso-Museo Regionale d’Arte moderna e contemporanea della Sicilia, Fondazione Quadriennale di Roma, Fondazione MAXXI, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali -“Sensi Contemporanei”, in Basilicata, Fondation Ariane de Rothschild, Istituto Italiano di Cultura di New York e di Parigi, Civitella Ranieri Foundation, la Fondazione Merz. Nel 2012 ha co-curato il City Pavilion-Palermo alla 9. Biennale di Shanghai. Ha tenuto conferenze e seminari in Italia e all’estero. Nel 2016 ha insegnato “History and Theory of Restoration” presso la Universitèe de Sousse, Tunisia, e nel 2018 presso The Holy Spirit University of Kaslik, Beirut. E’ autore del saggio Arte e Tecnologia. Dalle Avanguardie storiche alla New Media Art (Aracne, 2013) e co-autore del volume di Terrazza. Storie, artisti, luoghi in Italia negli anni Zero (Marsilio, 2013).

 

 

MARCO CIAMPOLINI

Nasce a Siena nel 1959. Suo nonno paterno è l’ultimo rappresentante della grande tradizione dell’intaglio ligneo senese. Iscritto nella locale Facoltà di Lettere, si forma nella tradizione longhiana, che basa il proprio lavoro sul riconoscimento stilistico, e fa della ricerca sul campo il suo settore d’indagine.

Negli anni Ottanta del Novecento, assieme a Fabio Bisogni, suo relatore di tesi, riorganizza il Museo Civico di Siena, aprendo nuove sale e arredandole con quadri tolti dagli uffici comunali. Redige una Guida del Museo (1985) e inizia a interessarsi all’arte barocca della sua città, i cui studi erano stati abbandonati da oltre un secolo.

L’occasione della mostra Bernardino Mei e la pittura barocca a Siena (1987), realizzata ancora con Bisogni, gli dà l’opportunità di studiare la collezione Chigi Saracini, la più importante raccolta di pittura senese del Seicento. Le ricerche portano alla riscoperta di numerosi artisti, alcuni dei quali mai discussi dalla critica, ma stimatissimi al loro tempo, tanto da lavorare al fianco di Bernini, Borromini e Pietro da Cortona.

Negli anni successivi il lavoro sull’arte barocca prosegue attraverso la meticolosa e sistematica comparazione di dipinti e disegni. Nel 1989 i risultati della ricerca vengono mostrati in un articolo di presentazione: Introduzione al disegno senese del Seicento.

Alla fine del Novecento l’incontro e l’amicizia con Mauro Berrettini e Pietro Cascella, portano lo studioso a interessarsi all’arredo urbano contemporaneo e a curare (1997) nella Triennale di Milano, la mostra L’Arte nella città. Il sedile in pietra, illustrante modelli di panchine, appositamente realizzati da famosi scultori italiani e stranieri. La mostra era intesa a ‘reclamare’ il ruolo storico degli artisti nella costruzione della città. Si occupa poi, assieme a Maria Assunta Ceppari Ridolfi e Patrizia Turrini, dell’Immagine del Palio di Siena, curando la prima completa rassegna (2001) sulle rappresentazioni figurative delle Contrade e della loro festa.

Continua il suo filone principale di studi sul Seicento e nel 2002 realizza ad Athens (GA) la prima grande esposizione di disegni senesi rinascimentali e barocchi negli Stati Uniti, vincendo la 19° edizione del LoPresti Award, nella categoria dei cataloghi d’arte.

L’ingente mole di materiale recuperato lo porta a organizzarlo in un grande repertorio sui Pittori Senesi del Seicento, che esce, in tre volumi, nel 2010. Questo lavoro registra cronologicamente, per ogni artista, le notizie sulla vita e la professione e ne redige il catalogo delle opere con i disegni preparatori.

Il suo impegno militante di storico dell’arte si esplica, a partire da quell’anno, nella veste di membro del comitato di redazione della rivista “Valori Tattili”.

Dal 2005 insegna stabilmente all’Accademia di Belle Arti di Carrara, dove nel 1999 aveva iniziato la sua carriera d’insegnante in un istituto di Alta Formazione Artistica e Musicale. Questa nuova esperienza lo porta a studiare la storia dell’Accademia. Partecipa così a due mostre, la prima sul patrimonio (2015), la seconda sull’insegnamento del ‘Nudo’ (2016). Contemporaneamente cura un ciclo di mostre su disegni d’insegnanti e allievi, nella biblioteca dell’Accademia. Infine, per l’Istituzione di appartenenza, realizza (2018) la parte didattica dell’esposizione “Carrara 1800-1850 Maestri e Studenti in Viaggio verso Roma”, al Museo CARMI di Villa Fabbricotti. Un’esposizione dedicata ai saggi degli alunni vincitori del pensionato a Roma, che dà avvio al suo rapporto con il Museo, di cui adesso è stato nominato direttore.

 

 

 

 

ore: 14:44 | 

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