Una vera e propria sceneggiata in più puntate con due brillanti truffatori e un gioielliere forse un po’ ingenuo. Alla fine i due malviventi sono stati identificati e denunciati dalla polizia ma l’ingente bottino, frutto della loro abile messinscena, era già scomparso. A prendere il volo un Rolex submariner ghiera verde e un anello impreziosito da un brillante di quasi due carati: in tutto oltre diecimila euro svaniti nel nulla e pagati con due assegni scoperti.


Tutto è cominciato con un distinto sessantenne che si è presentato nella gioielleria di un quarantacinquenne spezzino che si trova in centro città. Il distinto cliente si è qualificato come medico dell’ospedale militare e ha chiesto al gioielliere se poteva procurarsi un Rolex che avrebbe voluto regalare al nipote. Il gioielliere glielo ha trovato e dopo qualche giorno il faso medico si è ripresentato ha confermato l’acquisto assicurando che il giorno dopo sarebbe passato il suocero a ritirare l’oggetto e a pagare la somma pattuita. Così è stato e il giorno dopo nel negozio si è presentato un altro uomo che ha pensato bene di aggiungere un altro acquisto a quello già fatto dal “genero”. Così dopo averci pensato un po’ su ha scelto un anello d’oro impreziosito da un diamante di quasi due carati: uno e otto per la precisione. Alla fine il conto ha superato i diecimila euro e a quel punto l’uomo con molto scrupolo e per distinguere le due spese si è offerto di pagare con due assegni: uno per l’orologio e l’altro per l’anello. Erano entrambi scoperti

 

da Il Secolo XIX