Per qualcuno era inevitabile: dopo l’apertura dell’inchiesta della magistratura arrivano i primi avvisi di garanzia, una prassi, ma che fa male, perchè alla tragedia si sommano le presunte responsabilità, e qualcuno potrebbe pensare che il dramma poteva essere evitato. Sono quattro, al momento in cui scriviamo, i nomi degli iscritti all’interno del registro degli indagati. Si tratta dei due titolari della ditta che nel 2009 eseguì i lavori a montalbano, proprio nel punto in cui è franato il monte a mirteto portandosi via aldo manfredi la notte del 31 ottobre; e poi un funzionario del comune e un geometra che a quel tempo rispettivamente avevano avviato ed eseguito i lavori di somma urgenza. Il pm rossella soffio subito dopo il disastro che ha colpito sia lavacchio che mirteto, ha disposto l’apertura delle due inchieste, la prima per lavacchio frana sotto cui morirono nara ricci e il figlioletto mattia, e per la quale i carabinieri si recarono in provincia ad acquisire gli atti di tutti i lavori pubblici effettuati in zona da 5 anni a questa parte; il filone parallelo è quello relativo alla frana di mirteto e per questo è stata la squadra mobile di massa a recarsi in comune per acquisire i documenti relativi ai lavori effettuati proprio in quel luogo circa una anno e mezzo fa. Era l’aprile del 2009, e si verificò un grande smottamento del terreno, proprio sopra alle abitazioni di montalbano che furono costrette a sfollare per diversi mesi. Il comune predispose lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza di quella parte del monte. Costarono 300 mila euro e li eseguì una ditta di massa. Un anno dopo il monte ha rifranato nello stesso punto e questa volta non ha lasciato scampo ad aldo manfredi che si trovava fuori da casa sua quella notte per controllare un allevamento di animali. Per quest il pm ha dovuto aprire l’inchiesta che oggi ha portato ai primi 4 avvisi di garanzia. Il reato ipotizzato è quello di omicidio colposo e disastro
