Il sindaco Alessandro Volpi difficilmente ha convocato conferenze stampa per replicare ad attacchi politici, ma in questo caso – ha detto – “serve chiarezza ed una riflessione seria perché non ci siederemo accanto a chi, del centrosinistra, ci ha attaccato per cinque anni ed ora chiedono le primarie”. Il riferimento è a quanto accaduto negli ultimi consigli comunali e all’approvazione, tardiva, del bilancio consolidato con il solo risultato che 14 persone non potranno essere assunte dall’ente per diversi mesi. “Nessuno di noi è attaccato alla poltrona – continua il sindaco – possiamo andare a casa domani, ma non con lo strumento dell’astensionismo. Se non ci vogliono devono prendersi le loro responsabilità perché un giudizio di merito non c’è mai stato”.
“Il coraggio non te lo puoi inventare se non ce l’hai; quel governo ombra faccia battaglia in consiglio comunale” aggiunge il vicesindaco Uilian Berti, che assieme ad Elena Mosti ha aderito a “Liberi e uguali”. “E’ difficile sentire parlare di rottamazione da chi fa politica da trent’anni” dice ancora Berti. Volpi e la sua giunta – unico assente per ferie l’assessore Rutili – parlano di atteggiamento irresponsabile e incomprensibile e di astensione come “trattativa per chiedere le primarie, ma a differenza di cinque anni fa non c’è un programma condiviso, una visione di città”. E ancora sul bilancio partecipato Berti ribadisce come non averlo approvato entro il 2017 abbia minato la macchina amministrativa futura. “Questa responsabilità non è nostra” aggiunge Silvana Sdoga perché dal 31 dicembre al 5 gennaio non è cambiato nulla. Il timore però è che questo gioco si ripeta con i consigli per l’approvazione del regolamento urbanistico, in programma da domani.
“Ed è ancora più grave – ha concluso il sindaco – ed un’offesa all’intelligenza dei massesi se vogliamo credere alla favoletta che i consiglieri erano poco informati sull’importanza dell’atto”.
