Quando si parla di sicurezza e viabilità non c’è necessità di inventare nulla di nuovo, ma di applicare le leggi vigenti.
A Barbarasco, da cinque anni, la viabilità sulla SP 23 che attraversa il borgo è difficoltosa e le condizioni di sicurezza, ad avviso nostro e dei cittadini, insufficienti.
E’ lecito dunque chiedere se le ragioni che spinsero il Comune a chiedere alla Provincia la reintroduzione del senso unico siano veramente tali: la regolamentazione della circolazione deve derivare dall’interesse pubblico a seguito della valutazione di alcuni elementi quali l’intensità del traffico e la presenza di utenti deboli (ovvero ciclisti e pedoni) sulla strada.
Senza dimenticare i requisiti minimi di larghezza delle corsie di marcia, a norma dell’Art. 140 del regolamento di esecuzione del C.d.S. da 3,75 a 2,75 metri (purchè la corsia non sia percorsa dal trasporto pubblico).
Vi sono poi norme funzionali che prevedono una larghezza minima del marciapiede di 1,50 metri.
Quando si decide altrimenti, come fece il Comune, è doveroso chiedere a tutti i cittadini residenti nella via interessata i motivi di interesse pubblico che hanno portato alla decisione di modificare il senso di marcia ed ascoltare i consigli, i problemi e le difficoltà vissute dagli utenti per assumere la decisione migliore a tutela dell’interesse pubblico.
In considerazione di questi elementi, anche se tardivamente, l’Amministrazione ha raccolto il nostro invito ad ascoltare i residenti.
Successivamente il Consiglio Comunale ha votato, con la nostra partecipazione attiva, per acquisire la SP 23 nel tratto interessato.
Ora che abbiamo fatto tutto il possibile per favorire opzioni che limitino le percentuali di rischio ci aspettiamo dei risultati tangibili anche se restiamo dell’opinione che solo il ripristino del senso unico di marcia potrebbe risolvere definitivamente i problemi della viabilità nel borgo.
