Stanno sparendo a intervalli soprattutto serali, le varie gare olimpiche dagli schermi della Rai. E mentre Sky ha attivato numerosi canali proprio per l’evento olimpico, dedicati a ogni sport in gara, la Rai continua a disinteressarsi dei problemi che ormai da anni affliggono i cittadini e cioè dal fatidico novembre 2010. L’anno che con il digitale terrestre avrebbe dovuto segnare la svolta nelle trasmissioni televisive portando tante informazioni in più nelle case dei veneti. Li ha privati invece anche di quelle poche che avevano.
E l’intero Veneto Orientale e il Portogruarese in particolare ha perso il Tg regionale, il primo e il secondo canale Rai tra l’indifferenza di quanti avevano garantito che sarebbe stato un passaggio migliorativo. Il bello è che il problema dopo anni continua, non con la medesima percentuale di scontenti perché molti hanno trovato soluzioni alternative, ma pur sempre con numeri di tutto rispetto. L’unica verità emersa e incontestabile è che la Rai è la vera padrona del territorio nazionale, e come tale, non ci sono politici che abbiano avuto il coraggio di intervenire a difesa dei cittadini.
Tante parole, tante promesse ma alla fine il problema non l’ha ancora risolto nessuno.
Perfino il Comitato ha alzato bandiera bianca, e ora i cittadini si rivolgono a Ornella Boattin, che è stata la pasionaria della battaglia contro i disagi causati dal digitale. «Ho ricevuto numerose telefonate da Caorle, da San Michele e dalla stessa Pramaggiore dove l’altro ieri è scomparso il segnale Rai per oltre mezz’ora», spiega Boattin, «gente che mi ha chiesto che fare. Non ho saputo cosa dire, dopo che nemmeno la Regione è riuscita a risolvere la questione e non riesco a giustificare come si possa permettere che un servizio pubblico e per di più a pagamento, venga erogato con questo sistema».
In Italia, come dice la Rai, si paga il canone più basso d’Europa. Appunto si paga ma non è detto che poi si veda. L’onorevole Rodolfo Viola ancora nell’ottobre 2011, ha depositato in Parlamento una risoluzione che impegnava il Governo a intervenire affinchè la Rai effettuasse i necessari interventi per consentire al veneto orientale di ricevere i programmi. A Natale è saltata anche la Santa Messa da Assisi e chi si era rifiutato di pagare il canone motivandolo da “se non vedo non pago” si è visto recapitare un ingiunzione per la riscossione coattiva dell’importo.
