“O ci salviamo tutti o non si salva nessuno”, questo ha voluto sottolineare questa mattina il Presidente della Camera di Commercio provinciale Norberto Ricci, annunciando che l’ente ha deciso di diminuire l’introito derivante dal diritto camerale applicato alle imprese del 10%. A partire dal 2013 quindi la Camera dovrà fare a meno di ben 400 mila euro. La percentuale infatti è stata applicata trasversalmente a tutte le imprese, da quelle familiari alle grandi aziende. “Questo è un segnale indirizzato anche alla politica”, ha affermato Ricci, “perché comprenda che le tasse, soprattutto in tempo di crisi, non si possono sempre aumentare, tanto più in un territorio come questo dove la depressione economica ormai è un fatto strutturale”. Un segnale economico e politico insomma, un po’ come se i Comuni diminuissero l’Imu, e Ricci ne è convinto, solo questa sarebbe la strada giusta da imboccare, prendere per ridistribuire: “Come ente camerale”, afferma, “il nostro introito deriva solo dalle imprese, ed è alle imprese che vogliamo questi tornino, partendo dagli 860 mila euro destinati alle attività alluvionate della Lunigiana fino a quest’ultima riduzione che è partita esclusivamente dalla Camera di Commercio di Massa-Carrara”. Ed è alla sobrietà ed alla lungimiranza che il Presidente vuole fare appello, non solo sottolineando quanto l’ente sia volutamente sotto organico, 42 dipendenti a fronte di una possibilità di assorbimento in astratto di 52, ma anche annunciando il prossimo incontro con l’Assessore regionale Gianfranco Simoncini e i sindacati previsto per il 26 Giugno: sul piatto la programmazione di altri eventi simili che possano coinvolgere il tessuto produttivo della provincia. Sempre a questo scopo, entro il 6 luglio sarà possibile ad associazioni di categoria, enti, imprese e soggetti privati accedere al sito web della Camera di Commercio per suggerire iniziative promozionali che interessino il territorio: tutte le proposte che perverranno saranno attentamente vagliate e valutate dal Consiglio Camerale. Ma come di consueto Ricci non lesina critiche non troppo velate alla governance apuana: “Bisogna essere in grado di richiamare nuove imprese e, al momento, non mi sembra che questo sia stato fatto”, aggiunge, “basta dare uno sguardo al rapporto economia per comprendere quanto difficile sia questo momento, dalla nautica al turismo, gli unici settori che si salvano sono il commercio di macchinari per il marmo e il marmo stesso ma, attenzione, in blocchi!” E la stoccata il Presidente non la risparmia neppure alla cosiddetta economia del mare, prima di fare voli pindarici e buttar via milioni di euro necessario sarebbe riflettere sulle esperienze di altre realtà: una su tutte, il porto Mirabello di La Spezia, turistico ed inaugurato in pompa magna un paio d’anni fa, ora sarebbe già al collasso.
