Le difficoltà dell’olivicoltura lunigianese, tra la diffusione della cecidomia, l‘aumento dei costi di gestione e il progressivo abbandono degli oliveti, sono state al centro della tavola rotonda dal titolo “Cecidomia, quale futuro per gli oliveti della Lunigiana?”, che si è svolta venerdì 30 ottobre presso il Centro Didattico T.Mannoni di Sorano, promossa dal Distretto Rurale della Lunigiana.

Un momento di confronto tra i rappresentanti del Distretto, l’Unione di Comuni Montana Lunigiana, l‘assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Marras, i sindaci, le associazioni di categoria e altri esperti e operatori del settore agricolo, con l’obiettivo di analizzare le criticità che interessano il comparto e, soprattutto, individuare nuove prospettive per il futuro dell’olivicoltura locale.

A moderare l’incontro è stata Annalisa Folloni, presidente dell‘Unione di Comuni Montana Lunigiana. Presenti anche il consigliere regionale Gianni Lorenzetti e Vittorio Marcelli, vicepresidente del Distretto Rurale della Lunigiana, che ha delineato il quadro delle difficoltà attraversate dal settore.

Tra i problemi evidenziati, la presenza di numerosi oliveti incolti o non adeguatamente mantenuti, una condizione che rischia di compromettere un patrimonio agricolo e paesaggistico importante per il territorio. A questo si aggiungono i costi sempre più elevati delle attività di gestione, compresi quelli legati ai prodotti fitosanitari necessari per la difesa delle colture, che rendono più difficile per gli agricoltori sostenere economicamente la produzione.

Proprio partendo da questo scenario, il confronto si è concentrato sulla necessità di affiancare alla produzione di olio nuove forme di valorizzazione dell’oliveto e delle sue funzioni ambientali. A illustrare alcune delle opportunità è stato Antonio Brunori di PEFC Italia, che ha approfondito il tema dei servizi ecosistemici, dei crediti di carbonio e dei Pagamenti per i Servizi Ecosistemici (PES).

Gli oliveti, infatti, oltre a produrre un bene agricolo, contribuiscono alla conservazione del suolo, alla tutela della biodiversità, alla regolazione delle acque e al mantenimento del paesaggio rurale. Benefici che, attraverso sistemi di misurazione, verifica e certificazione, potrebbero in prospettiva trovare anche un riconoscimento economico. Accanto a Brunori è intervenuto Willy Reggioni del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, che ha portato l’esperienza dei Crediti di Sostenibilità, un progetto promosso dal Parco e dalla Riserva di Biosfera MAB UNESCO per attribuire un valore economico ai servizi ecosistemici generati dalle foreste gestite secondo criteri di sostenibilità e certificate.

Il modello, già operativo sul territorio appenninico, consente alle imprese di acquistare crediti per sostenere economicamente una gestione forestale responsabile, riconoscendo il valore di benefici che vanno dall’assorbimento della CO₂ alla conservazione della biodiversità, dalla qualità del suolo alla regolazione dei cicli idrici. Un’esperienza che può offrire spunti di riflessione anche per individuare nuove forme di valorizzazione del patrimonio olivicolo lunigianese.

Tra le ipotesi illustrate da Brunori anche la possibilità di promuovere pratiche agricole più sostenibili, come l’inerbimento degli oliveti, la riduzione delle lavorazioni del terreno e il recupero delle potature, accompagnandole con strumenti capaci di misurare e riconoscere i benefici prodotti. La prospettiva è quella di costruire un percorso territoriale che metta in rete Comuni, frantoi e produttori, individuando oliveti pilota sui quali sperimentare nuove pratiche e cercando la collaborazione di imprese ed enti interessati a investire nella sostenibilità.

«Ci siamo appellati all’assessore Marras che, gentilmente, ha accettato il confronto e ha dato qualche speranza ai nostri agricoltori. – ha commentato la presidente Folloni – Tuttavia ribadiamo ancora con forza e convinzione che sia necessario dare una risposta forte e concreta agli agricoltori e ai produttori perché in uno scenario come quello di oggi non è più possibile sostenere le spese necessarie da soli, senza nessun aiuto. Se vogliamo che restino occorre investire in questo contesto.»

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