Si aprono le porte dell’arbitrato per decine di aziende dell’escavazione del marmo che hanno rifiutato le nuove tariffe proposte dal comune. Gli industriali dicono no alla proposta dell’amministrazione che tende a quantificare le tariffe con il ricorso al valore di mercato. Tra i no ci sarebbero anche nomi importante, insomma i colossi del’escavazione di materiale pregiato, tra cui lo statuario. Ma anche diverse cave di bianco, meno pregiato ma sempre con un grande mercato. Entro oggi le aziende dovevano rispondere al comune alla richiesta di adeguamento alle nuove tariffe. Per capire chi è d’accordo e chi invece andrà all’arbitrato ci vorranno ancora un paio di giorni considerando che gli uffici tecnici dovranno vagliare ogni singola risposta. Perché alcune aziende avrebbero portato avanti la strada del confronto serrato con l’amministrazione proponendo a Piazza II Giugno di andare a nuovi incontri per valutare le relazioni tecniche proposte. Il comune punta ad aumentare gli introiti di cinque milioni, passando dagli attuali 15, a 20. Una boccata d’ossigeno per le casse comunali strangolate dai mutui accesi trentennali per la Strada dei marmi e dal vincolo del patto di stabilità.
