Piccola, solida, prudente, anticiclica: si potrebbe riassumere così la performance della Banca Apuana che a pochi giorni dalla presentazione del bilancio d’esercizio può guardare “al presente e al futuro con moderato ottimismo”. Nell’anno forse più difficile della recente storia locale, la Banca Apuana è riuscita a “passare oltre la crisi senza chiudere i rubinetti – spiega Ezio Bertazzoni, Presidente della Banca Apuana – e chiudendo addirittura con un utile di 147 mila euro, il 65% in più rispetto all’anno passato (86 mila euro). E’ una Banca anticiclica – motiva la performance – abbiamo continuato a concedere credito, muti, piccoli prestiti tenendo in equilibrio impieghi e raccolta. Un equilibrio sottile. Ma non è stato facile attuare una politicaprudente e allo stesso tempo improntata a mantenere costante il flusso di impieghi”. Ed ha ragione ad evidenziare che la crisi non ha risparmiato nemmeno le Banche: “I nostri dati sono evidentemente incoraggianti – spiega – sono però il frutto, faticoso e prolungato, di una politica di razionalizzazione dei costi dellastruttura e della gestione del personale. Costi che incidono notevolmente. Non abbiamo tagliato, abbiamo solo ottimizzato applicando una politica di austerity per potere, e i dati lo dimostrano, dare più chance ai nostri soci. La nostra funzione è quella di sostenere il territorio, le sue famiglie e le sue imprese. Verrebbe meno lanostra mission se decidessimo, domani, di chiudere i rubinetti del credito. Certo – sottolinea – serve prudenza ed attenzione ma non rigidità”. Anche la voce soci ne ha palesemente risentito. In meglio: sono aumentati i giovani e le donne che utilizzano i servizi della Banca Apuana ed hanno aperto un conto: “Siamo alla soglia dei due mila soci – analizza ancora – era uno dei obiettivi dello scorso anno. Siamo a 1995, 1996. Il duemillesimo socio merita un premio”.

Tornando ai numeri che saranno protagonisti sabato 19 maggio alla Colonia Fiat di Marina di Massa in occasione della presentazione alla base sociale, la Banca Apuana ha sostenuto, in qualche modo anche l’occupazione “continuando a mantenere continui il flusso di impieghi verso l’esterno”. La raccolta ha quasi toccato l’8% in più (media regionale del 0,9%), pari a 88 milioni di euro (erano stati 81 milioni nel 2010) mentre gli impieghi sono cresciuti del 13% (67,5 milioni di euro) rispetto al 2010 contro una media regionale del 3,2%. “Politica che ci ha permesso di salvaguardare le piccole imprese e la loro liquidità, in qualche modo anche la solidità e la sopravvivenza del tessuto occupazionale”. A conferma che i “rubinetti non sono mai stati chiusi” la percentuale di impieghi destinati ai mutui: “il 50% sono stati destinati in parte all’acquisto immobiliare, in parte alle imprese – evidenzia Bertazzoni – solo il 22% sui conti bancari (come i fidi) e solo una piccolissima parte ai prestiti personali (2,3%). Il 13,9% è invece servito per anticipi fattura”. In definitiva la Banca Apuana conferma il trend positivo e di crescita “nell’anno più difficile da quando sono Presidente – ammette Bertazzoni – chiudiamo il bilancio con un saldo importante. La nostra funzione resta ancorata al territorio e al suo destino”.