49enne, originario di Lecce, allenatore di una squadra femminile di pallavolo di Trezzano sul Naviglio, è stato arrestato sabato scorso per aver adescato minorenni sui social network. Sarebbero almeno dodici le ragazze avvicinate, tutte di età compresa tra gli 11 e i 16 anni. Mascherpa, attualmente detenuto nel carcere di San Vittore, è accusato di induzione a esibizioni pornografiche di minorenni, violenza sessuale e corruzione di minorenni.
Nel 1998, a Massa Carrara, ha violentato ragazzine con la complicità dei loro genitori. Nel 2001 e poi nel 2005, è stato nuovamente arrestato dalla polizia postale del Trentino ed è tornato in libertà il 9 aprile di due anni fa. E’ riuscito, tuttavia, a celare la sua fedina penale sporca, tanto da ottenere il patentino per allenare squadre femminili di pallavolo composte anche da minori.
“Sono malato”, ha ripetuto lui, chiedendo di essere trasferito nel penitenziario di Bollate, sempre nel milanese, perché in cura presso un professore e psicologo che lì lavora. Dal settembre 2005, nel sesto reparto di quella casa circondariale, infatti, è attiva una ‘Unità di trattamento intensificato’, per la presa in carica di pedofili ed autori di reati sessuali. E’ il primo esperimento in Italia che tenta il loro recupero, per evitare che, dopo aver scontato la pena, tornino a ricommettere gli stessi abusi. I percorsi di cura, tuttavia, non prevedono il ricorso alla castrazione chimica. La terapia è vietata, ritenuta in contrasto con l’articolo 32 della Costituzione italiana.
