Canoni applicabili agli agri marmiferi: è da tempo che Futuro e Libertà per l’Italia denuncia pubblicamente quello che, secondo il partito, sarebbe un illecito compiuto dall’Amministrazione carrarese, ma questa volta lo fa protocollando un documento in Comune. Una sorta di informativa all’intera giunta comunale e al sindaco Angelo Zubbani, un avviso in poche parole: la delibera di giunta numero 63 del 29 Febbraio 2008 non rispetterebbe la legge che regola le concessioni degli agri. La legge finanziaria del dicembre 1994 dispone che i canoni dei beni patrimoniali indisponibili dei Comuni non possano essere inferiori a quelli di mercato. Il medesimo principio sarebbe stato confermato un anno dopo in una sentenza della Corte Costituzionale che riportava quanto i Comuni di Massa e di Carrara dovessero uniformarsi alla regola. La delibera di Giunta del Comune di Carrara del 2008 invece contrasterebbe clamorosamente sia con la finanziaria che col successivo specifico invito da parte della Corte Costituzionale. I canoni pagati dai concessionari all’Amministrazione non sarebbero che frutto di un mercanteggiamento posto in essere tra Municipio e imprenditori. Questo denuncia Futuro e Libertà: “Il contenuto della delibera”, afferma il coordinatore Nicola Franzoni, “contrasta con le leggi in materia, perché negozia i canoni di affitto e l’indennità ambientale delle cave con le associazioni di categoria e le imprese escavatrici, annullando di fatto il potere decisionale del Comune e ponendolo in uno stato di totale passività”. Le cifre concordate inoltre sarebbero troppo basse: per i materiali più pregiati meno di 7 euro, rispettivamente per la concessione e per l’indennità ambientale. Si profilerebbe a questo punto, secondo Futuro e Libertà un reato di abuso d’ufficio, finalizzato a perseguire un interesse privato a discapito dei cittadini.
