1618 è il numero delle firme finora raccolte contro la realizzazione del campo nomadi a Turano, con l’obbiettivo di arrivare a quota 2000. Il comitato “ No al campo Nomadi di Turano” fa sul serio e va fino in fondo in una vicenda che ormai è guerra aperta tra l’amministrazione comunale di Massa e il sindaco da una parte e tutti coloro che sono contrari all’installazione dal campo alle Ghiare, dall’altra. Caruso, Benedetti e Mangiaracina, i fondatori del comitato, chiedono a gran voce l’annullamento della 308, la delibera che stabilisce di stipulare il contratto di locazione con l’ Agenzia del Demanio, per l’ utilizzo del terreno di proprietà dello Stato ad uso esclusivo passo carrabile, per poter far accedere i nomadi all’ interno del campo. Non è quello certo il modo di integrarli sostengono i fondatori del comitato, ma, soprattutto, non si è sentita la gente del luogo che, dicono, cosa ancora più grave. Sostengono che, se il comune non recederà dalla sua intransigente posizione, la protesta assumerà toni ben diversi, con una serie di iniziative, come una grande manifestazione con fiaccolata in Piazza Aranci e successivamente con l’installazione di una tenda permanente denominata “anticampo nomadi”, all’ interno del parcheggio delle Jare ed infine un picchetto di controllo all’ esterno dell’ area che dovrebbe ospitare la comunità, che, attualmente, bivacca  in Via Don Minzoni a Mirteto, per impedirne l’ ingresso. Non sono parole, ma fatti e la raccolta firme proseguirà: prossima tappa lunedì 3 ottobre, con il presidio installato all’interno del mercato ortofrutticolo. La Lega Nord si è attivata sulla questione rom, presentando in Regione un’interrogazione “in merito agli interventi per i popoli rom  e sinti”. Il Carroccio, in sostanza, vuole saperne di più sullo stile di vita e l’integrazione delle popolazioni rom e sinti nella cultura e nella società toscana; ma occhi aperti anche sul loro grado di scolarizzazione e il loro tasso di disoccupazione. La Lega chiede anche di avviare un censimento delle popolazioni rom e sinti residenti sul territorio regionale.