servizio completo alla pagina telegiornale 29.09
Circa 150 mamme hanno protestato nell’atrio di palazzo comunale contro i rincari e il ritardo con cui sarà avviato il servizio mensa nelle scuole, il 3 ottobre. Le donne hanno manifestato battendo pentole e cucchiai, con striscioni e continuando la raccolta firme per una pasto che se lo scorso anno costava 4 euro per tutte le famiglie, oggi arriva a 8,5 euro, calcolato in base al reddito Isee. I genitori sono stati ricevuti nella sala consigliare da una delegazione della Giunta a cui hanno consegnato la petizione “indovina chi paga il pranzo” con 1300 firme.
Un confronto acceso, durato quasi due ore in cui i genitori hanno espresso il proprio disappunto all’amministrazione per le fasce e gli aumenti, ma anche per le modalità con cui sono stati decisi, senza un dibattito e con poca informazione. Un errore ammesso sia dall’assessore Volpi che dalla vicesindaco Martina Nardi che assieme ai colleghi hanno tentato di spiegare i motivi di questa scelta dovuta, sostanzialmente ai tagli fatti dal Governo. Il servizio mensa, con le 24 cucine, costa 2 milioni e 400 mila euro al comune di Massa, un costo approssimato per difetto di 8,50 a pasto; l’amministrazione ha disponibili solo 2 milioni, quindi la decisione dell’aumento senza farlo ricadere sulle famiglie più deboli.
Gli assessori hanno però fatto una precisazione: le fasce tariffarie, molto probabilmente, cambieranno e il bollettino di pagamento potrebbe riguardare solo due mensilità. In pratica si attende di avere le dichiarazioni Isee e di approvare il bilancio, a dicembre, poi l’amministrazione potrebbe cambiare i costi, sempre per un’esigenza di equità.
Tre gli impegni della giunta: continuare il confronto, lunedì ci sarà alla scuola La Salle la prima di una serie di assemblee; ripensare le fasce di reddito e fornire tutte le informazioni dettagliate sul costo dei pasti entro la prossima settimana.
