All’Asl di Massa-Carrara verrà riconosciuto il medesimo trattamento economico di quella lucchese: “Buona notizia sì”, sottolinea oggi in commissione Sanità a Carrara Massimo Menconi dal PRC, “ma parallelamente si evidenzia quanto in questi anni i bisogni del territorio fossero stati sottostimati”. A breve, e prima della conferenza dei sindaci del 6 ottobre, dalla Commissione proverrà un documento che sarà consegnato al primo cittadino. Se da “Carrara prima di tutto” Iginio Dell’Amico pensa però ad un atto dettagliato e redatto stilando punti specifici, Carlo Martini dal Pd sottolinea quanto l’indirizzo debba, a parer suo, essere prettamente politico: fermi, ma esclusivamente nel ribadire che vengano mantenute le vocazioni storiche dell’ospedale carrarese, garantendo pari dignità alle due città di Carrara e di Massa. In evidenza dovrà esserci inoltre, al di là del momento di transizione verso l’ospedale unico per acuti, anche il rispetto del protocollo sottoscritto nel 2003, dal quale non s’intende muovere neppure un passo indietro. E restando in argomento delle linee tracciate in precedenza, si torna sul destino della struttura di Fossone. Edificio praticamente concluso e destinato ad Rsa, da qualche tempo si prende in considerazione l’idea di destinarlo alle cure intermedie. Le richieste di accesso alle case di riposo sarebbero in calo: un dato questo che lascia dubbiosi, visto anche l’elevato invecchiamento della popolazione, questo sottacerebbe un dato economico: in pochi potrebbero permettersi 2 mila euro al mese per un anziano in casa di riposo ed è dunque all’abbattimento dei costi che bisognerebbe dedicarsi. Problema delle strutture convenzionate e delle quote che, la Lunigiana, avrebbe in numero maggiore rispetto alla propria popolazione residente: a sottolinearlo è Iginio Dell’Amico che accusa la gestione delle quote a livello centrale: molte Rsa lunigianesi sarebbero occupate da anziani residenti fuori provincia che occuperebbero posti pesando sulle casse dell’Asl provinciale.
