L’Amministrazione provinciale di Massa-Carrara si fingerebbe ambientalista per reperire fondi dall’Unione Europea, ma poi consentirebbe ad una multinazionale americana di far scempio del territorio. Questa l’accusa di David Chiappuella che, da Futuro e Libertà sottolinea quella che considera una contraddizione evidente.  La Provincia ha investito nell’arco di tre anni quasi 340mila euro, diventando capofila di Zero CO2, un progetto co-finanziato dal Programma Med dell’Unione Europea al fine di combattere i cambiamenti climatici attraverso il risparmio energetico, l’uso di fonti rinnovabili, la riduzione delle emissioni di CO2 e di altri gas serra come il metano; parallelamente però non si sarebbe posta alcun problema nel sottoscrivere con Carrara, Massa e la Regione Toscana un Protocollo che consentirà al Nuovo Pignone-General Electric di aprire a Carrara un impianto industriale altamente impattante grazie ad agevolazioni in materia di varianti urbanistiche e rafforzamento delle infrastrutture. In questa nuova fabbrica saranno assemblate e testate turbine a gas di enormi dimensioni, bruciando circa 1miliardo e 200mila metri cubi di metano al giorno: “A questo punto”, sottolinea Chiappuella, “appare in tutta la sua evidenza il disinteresse degli amministratori per la salvaguardia dell’ambiente e la salute della popolazione. La conformità orografica del territorio apuano inoltre, circondato da catene montuose, non consentirebbe una rapida diluizione delle sostanze inquinanti presenti nei fumi di combustione, così che lo stabilimento del Pignone provocherebbe un massiccio inquinamento dovuto ai gas di scarico, quali ossido di azoto, ossido di zolfo, monossido di carbonio, anidride carbonica, metalli pesanti, idrocarburi poliaromatici, polveri ed emissioni di metano. “Massa-Carrara”, conclude l’esponente di Fli, “ha già pagato a caro prezzo le conseguenze di politiche industriali che hanno permesso di istallare aziende chimiche responsabili di elevato inquinamento e di un’ampia gamma di malattie oncologiche, portando la provincia al primo posto in Toscana”. Turismo ed industria pesante: un connubio folle e irrealizzabile in pochi chilometri quadrati, secondo Chiappuella che sottolinea quanto un territorio come il nostro, gestito da mani competenti, potrebbe trasformarsi a livello turistico in un autentico Paradiso terrestre.