Non si placa la polemiche scatenata nei giorni scorsi contro l’Assessore della Provincia Sara Vatteroni, fotografata mentre scendeva dall’auto blu assieme a figlioletta e baby sitter. Nonostante da più parti istituzionali sia arrivata la solidarietà per un assessore donna che altro non ha fatto che portarsi dietro una baby sitter a suo carico per allattare la figlia di due mesi e non rinunciare così ai suoi impegni istituzionali, il centro destra continua la sua battaglia morale  e legale contro l’utilizzo improprio del mezzo pubblico. E oggi interviene anche il consigliere del pdl di massa Stefano Benedetti che addirittura ipotizza il reato di peculato per l’Assessore Vatteroni. <<Per la legge italiana si chiama semplicemente “peculato”- di ce Benedetti- un reato che deve essere necessariamente denunciato dal presidente Osvaldo Angeli, in qualità di pubblico ufficiale e successivamente perseguito dalle autorità giudiziarie>>. Benedetti va molto oltre la semplice denuncia e già prefigura che si vada a processo, segnalando al presidente Angeli che la sua omissione di reato sarà da lui denunciata alle autorità competenti. Il reato di peculato, specifica Benedetti è quello compiuto da un  pubblico ufficiale o di un incaricato di pubblico servizio che utilizza beni o strumenti a lui affidati dalla pubblica amministrazione per ragioni inerenti alle sue funzioni . Dunque l’Assessore Vatteroni, secondo Benedetti  non avrebbe potuto utilizzare l’ auto pubblica per caricare persone estranee alla sua attività, non autorizzate, per scopi privati. Nessuno la obbliga a lavorare durante la gravidanza, continua Benedetti, perché esiste la  maternità, che purtroppo per gli incarichi politici non è retribuita. Il caso si ingrandisce dunque e a poco serve che l’assessore Vatteroni confermi di avere a carico la baby sitter e di aver utilizzato l’auto blu per un viaggio a Firenze in rappresentanza della Provincia. Un viaggio che non è costato di più solo perché a bordo c’erano altre due persone. Invece Benedetti si chiede che ne sarebbe degli enti pubblici se tutte le donne portassero con loro negli uffici i figli. E qui, perdonerete la facile battuta: forse i figli potrebbero tenerseli i padri a casa e permettere alle donne di continuare a lavorare.