Il “no” contro la realizzazione del campo nomadi alle Jare, diventa un attacco del PDL all’assessore al sociale Gabriella Gabrielli perché incapace di gestire la situazione che si è creata a Mirteto da due anni. Non le mandano certo a dire i consiglieri Stefano Caruso e Stefano Benedetti indicando nell’assessore la persona meno titolata a parlare dopo la negativa esperienza di Via Don Minzoni. Facciamo un passo indietro. Tre famiglie, con minori, si insediarono abusivamente in un’area pubblica destinata a parcheggio; l’Amministrazione Comunale nel 2009 rilasciò un’autorizzazione “temporanea” a sei mezzi tra camper e roulotte. Ad oggi, i sinti si trovano ancora in quel parcheggio di Mirteto, i mezzi ormai sono più di una decina, oltre ad una casetta di legno abusiva e due bagni chimici. Durante l’estate sono arrivati anche da altre zone d’Italia e di Europa. Il consigliere Benedetti avrebbe contato circa 60 persone, tra adulti e bambini, che vivono nel parcheggio in cattive condizioni igienico-sanitarie. L’attacco all’assessore Gabrielli è anche per un processo di integrazione che non sarebbe mai iniziato: la maggior parte di bambini non frequenterebbe la scuola, gli adulti vivono di espedienti e queste famiglie non sarebbero mai state seguite dagli assistenti sociali, nonostante lo preveda una Legge Regionale. Le domande dei due consiglieri sono semplici: perché non sono stati applicati i principi di quella legge e perché non sono stati chiesti i finanziamenti regionali previsti in tema di integrazione. E sulla base di questo precedente il PDL dice no al campo nomadi di Turano sottolineando che la lotta è al di sopra delle appartenenze politiche e ideologiche. Tant’è che alle assemblea erano presenti anche i consiglieri di maggioranza Giancarlo Casotti e Lauro Giusti e Rifondazione Comunista riconosce “utile una mediazione con i residenti”.
