A qualcuno verrebbe voglia di dire: “udite udite”. L’onorevole Andrea Rigoni, deputato parlamentare del Pd, durante la festa provinciale del partito, sconvolge tutti con una dichiarazione che ha i toni di un mea culpa a cui voler porre rimedio. “Cari amministratori- dice davanti alla platea- quello a cui stiamo assistendo è inaccettabile e se ci sono stati degli errori è giusto che chi ha sbagliato paghi”. Non ci sono riferimenti precisi alle decine di scandali che hanno colpito in questi ultimi anni la terra apuana, ma lo spettatore non sprovveduto lo sa: Gaia, Asl, Cermec, Erre Erre, Massa Servizi, Politeama. Tutto crolla, tutto fa buchi, tutto è sotto inchieste della magistratura, non si salva quasi nulla. Rigoni lo sa: “dobbiamo cambiare mentalità- dice sempre durante il dibattito a cui partecipano alcuni giornalisti che poi non si fanno scappare la notizia in prima pagina- lasciar da parte la passione per le cose che luccicano e riscoprire quella per le cose grigie”. Una frase che lascia poco all’immaginazione. O forse Rigoni vuole proprio lasciare a noi il compito di immaginare cosa potrebbero essere queste cose che luccicano e che tanto piacciono a chi da decenni amministra. Soldi, ricchezza, posti di prestigio, appalti. Che cosa? Sono solo domande: quelle che ogni giornalista dovrebbe fare perché è il suo mestiere, senza accusare nessuno. domande. A cui raramente la politica risponde. Eppure Rigoni lo sa che da sempre a Massa Carrara il centro sinistra, per rimanere generali, ingloba in sé buona parte degli amministratori che nel passato hanno contribuito alle dissennate gestioni di Asl, Cermec, Gaia, Erre Erre, Cat, Evam. I cittadini ringraziano oggi Rigoni per questa ammissione di responsabilità politica che tutti infondo si aspettavano da tempo.
