Il ministro Franco Frattini non fa in tempo a  rilanciare le primarie del Pdl, sostenendo che si ricorrerà nel 2013 a questo strumento nel caso il premier Silvio Berlusconi non dovesse riscendere in campo, che già da Massa arrivano le prime fasi di organizzazione. Il popolo azzurro, rimasto saldo in provincia nonostante la nascita del PdL con cui non è mai andato d’accordo, perché a Massa inglobava troppi ex An e troppo pochi ex Forzisti, lancia già la candidatura di Sandro Casalini, personaggio politico che in molti ricorderete per le vicende giudiziarie con l’attuale consigliere del Pdl Stefano Caruso. Una candidatura caldeggiata da numerosi simpatizzanti e naturalmente da tutto il popolo azzurro, anche se Casalini da diversi mesi è entrato nel PdL a tutti gli effetti, battezzato dal coordinatore provinciale Jacopo Ferri, assieme al consigliere Stefano Benedetti, anche lui ex An, ex Destra e ora esponente del PdL, ma fuori dal gruppo consiliare di Massa. Anche per lui le primarie potrebbero essere la soluzione   ideale per il partito che, viste le voci di corridoio, al momento di certo non candiderebbe lui alla poltrona di sindaco, visti i trascorsi e i rapporti col gruppo consiliare. In questa querelle tace, invece, il partito regionale, che ancora non si è espresso, né sui nomi, né sul metodo rubato al Pd, ma di cui tutti si vogliono avvalere.  Ma tutto è ancora da decidere: “Se Berlusconi deciderà di non scendere in campo” alle prossime elezioni “vi saranno le primarie”, ha detto Frattini, ma se Berlusconi dovesse ricandidarsi, allora niente primarie per nessuno con buona pace anche dei nostri Casalini e Benedetti. La scelta toccherebbe al partito. Dall’alto e non dal basso, come su suol dire.