No ai saldi anticipati. La maggioranza dei commercianti di Massa risponde così alla delibera regionale che anticipa le vendite promozionali al 2 luglio, nel bel mezzo della stagione estiva. Una scelta ratificata dalla regione Toscana allo scopo di uniformare date e scadenze tra regioni vicine. In realtà, c’è da dire che tra i commercianti c’è già chi ha pensato di anticipare le vendite promozionali attraverso strategie a chiamata o via sms, che informano i clienti di ribassi o sconti speciali, praticati almeno due settimane prima dell’inizio ufficiale dei saldi. Un escamotage – poco ortodosso per la verità e criticato da molti esercenti – che viene usato per sopperire al diffuso calo delle vendite e alla crisi dilagante che sta mettendo ko il commercio, e non solo a Massa. E se un tempo i saldi iniziavano per tutti a fine luglio, come ci ha detto un commerciante, adesso dal 2 luglio parte la corsa all’affare. <<Siamo al paradosso; siamo noi stessi commercianti a rovinare il mercato, ci ha detto un contrariato Alfredo Lazzarelli, che ha poi rilanciato <<sì al mercato libero a favore dei clienti, con sconti e ribassi in vari periodi dell’anno decisi dagli stessi commercianti che scelgono anche quando aprire e quando no>>. La titolare del negozio Nosotros in via Ghirlanda vorrebbe abolire i saldi o, al limite, farli solo per quindici giorni all’anno. <<Non aiutano il commercio, ha detto, le vendite si concentrano solo in quel periodo, ma nel resto dell’anno si fatica ad andare avanti>>. I negozi Pura Vida e Mercurio dicono no al saldo in anticipo e vi si associa anche un’altra catena di abbigliamento giovane che si lamenta di questa partenza anticipata che, di fatto, tiene bloccate le vendite perché cade nel bel mezzo della stagione estiva. Tra i dissidenti però si inseriscono anche delle voci favorevoli al saldo anticipato: Valentino, ad esempio, dice sì alle promozioni in anticipo e propone la liberalizzazione del commercio. D’accordo all’anticipo dei saldi anche Max&Co, Timberland e Rossella Carrara che hanno notato un incremento delle vendite del 50% e oltre. Insomma, servirà l’anticipo delle vendite di fine stagione al 2 luglio per dare un po’ di ossigeno al settore e far ripartire gli acquisti? Staremo a vedere. Certo, molto dipenderà anche dall’arrivo dei turisti e dai cartellini esposti nelle vetrine dei negozi. C’è da dire infatti che negli ultimi due anni c’è stato un ridimensionamento dei prezzi, che avevano subìto un’impennata dopo l’avvento dell’euro. E anche di quello si stanno scontando gli effetti.
