Superficialità e disinformazione, questo rivelerebbe quella che il consigliere del Pdl Lanmarco Laquidara definisce la “piccata” replica del Sindaco Angelo Zubbani, ai dubbi espressi da Andrea Vinchesi, Gianni Musetti e Laquidara stesso, circa la gestione comunale dell’avvocatura interna. L’attacco infatti sarebbe stato del tutto politico e per nulla indirizzato ai dipendenti, nei quali i consiglieri nutrirebbero la massima fiducia. Mettere in discussione un meccanismo perverso che, sebbene legale, porterebbe ad una moltiplicazione dei contenziosi nei quali il Comune sarebbe troppo spesso soccombente. “Legale o non legale”, sostiene Laquidara, “il sistema è certamente assurdo e inopportuno, e nessuno ci obbliga ad applicarlo”.  Fare chiarezza sulle procedure seguite in tutti gli uffici e  sulle spese dell’ente sarebbe un preciso dovere della classe politica e quello delle spese legali non sarebbe che uno degli aspetti da chiarire insieme alle singole spese del settore sociale, “sulle quali”, sottolinea ancora il consigliere, “trincerandosi dietro l’alibi della privacy ci è sempre stato impedito di verificare la legittimità”. I dubbi però resterebbero di fronte alle voci che correrebbero in città circa alcuni beneficiari di sussidi di povertà al volante di Mercedes e Bmw nuove di zecca. Ogni intervento riguardante le spese insomma, si mostrerebbe non solo legittimo ma doveroso, anche davanti agli ultimi sprechi di Gaia, Cermec ed Asl. “Sarebbe il caso che anche il Sindaco, prima di prendere posizione su questioni delicate come questa si informasse meglio su quanto è stato detto” conclude Laquidara, “se lo avesse fatto non si sarebbe abbandonato a difese d’ufficio di dipendenti che non sono mai stati attaccati, ma che forse, vista proprio la sua reazione sconsiderata, hanno commesso l’errore di confondere considerazioni esclusivamente politiche con attacchi  personali”.