Si tratterebbe di una questione etica e politica ad un tempo, non ha dubbi il Circolo Giordano Bruno: l’assessore Roberto Dell’Amico, eletto in un altro partito e nominato in virtù di quella adesione, non potrebbe rimanere in giunta aderendo ad un’altra formazione, ancor più, e qui la questione si fa tutta politica, soffermandosi sul fatto che Sel non solo non è né in giunta né in maggioranza ma che la sua parte maggiormente rappresentativa sarebbe da tempo critica sulle politiche dell’Amministrazione. “SeL vuole rappresentare un modo nuovo di far politica, e non ci sembra che il comportamento di Dell’Amico rientri in questi canoni”, ribadisce il circolo Giordano Bruno che contemporaneamente però, tiene a sottolineare quanto sarebbe più utile alla città avere una sinistra unità, che avvii un confronto reale finalizzato a comprendere se l’attuale amministrazione abbia ben operato, facendo realmente gli interessi della collettività. Ma la risposta sarebbe già negativa: dalla privatizzazione di GAIA, ad una politica del marmo legata solo a questioni tariffarie, dal crollo del Politeama, all’inagibilità della biblioteca, al crollo sul Carrione, fino alla gestione del sociale e dei centri di aggregazione e ancora polveri, porticciolo, porto. Tutte queste sarebbero questioni scottanti ed aperte, a dimostrazione di un fallimento sul quale Sel di Giordano Bruno dichiara indispensabile discutere vagliando possibili soluzioni. “La sinistra, i movimenti, le associazioni culturali, i comitati”, conclude il comunicato, “possono e debbono unirsi per tentare di dare una alternativa credibile ad una amministrazione che ha dimostrato tutti i suoi limiti”.