L’impianto del Nuovo Pignone ad Avenza viene chiamato ormai centrale termoelettrica. È in questi termini che l’esponente leghista membro della commissione regionale sanità Gian Luca Lazzeri, ha posto la propria interrogazione al Presidente Enrico Rossi: una grande centrale termoelettrica alimentata a gas metano di potenza superiore a mille MegaWatt, un potente impianto energetico costituito da 5 moduli altissimi, ognuno dei quali ospiterebbe una poderosa turbina capace di produrre oltre 250 MW. “Un insediamento di questo tipo”, afferma Lazzeri, “può creare notevoli problemi: oltre allo sgradevole impatto estetico, ci sarà un notevole inquinamento ambientale provocato dalla combustione di grandi quantitativi di gas metano che contribuirebbero a diffondere nell’ambiente circostante un persistente accumulo di anidride carbonica”. Secondo l’esponente del Carroccio poi si assisterebbe alla diffusione di una notevole quantità di polveri sottili e idrocarburi tossici, oltre che inquinamento acustico e rischio di deflagrazione a causa dell’alta infiammabilità del metano. Tutto questo in un territorio come quello di Massa-Carrara, delimitato dalla catena delle Alpi Apuane che impedirebbe agli inquinati di diluirsi nell’atmosfera, provocando il conseguente ristagno dei veleni, in una zona che possiede già un triste primato: quello dell’alto numero di morti per patologie tumorali polmonari.
