L’esposizione tanto attesa per l’inaugurazione dello storico palazzo Binelli finalmente restaurato comprenderà soltanto 30 dei 270 pezzi che compongono la gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti, realizzati da maestri carraresi. Tra le opere sarà possibile ammirare molti capolavori, tra i quali quelli di Carlo Finelli, Pietro Tenerani, Carlo Fontana e Giovanni Tacca, ma nessuna opera di Antonio Canova. La commissione di esperti incaricata di organizzare l’esposizione, nell’ambito di un progetto da 4 milioni di euro voluto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara avrebbe preso questa decisione su indicazione della Sovrintendenza ai Beni culturali. Di tutto ciò si dice quanto meno stupito il Coordinatore regionale della Federazione Giovanile Repubblicana David Chiappuella, che afferma: “Comunque siano andate le cose,  è certo che Carrara ha perso ancora una volta un’occasione d’oro”. Nel 2009 infatti si sarebbe tenuta a Forlì una mostra dedicata a Canova capace, da sola, di attirare oltre 5 mila visitatori alla settimana; apparirebbe dunque chiaro che le istituzioni avrebbero potuto trarre notevoli vantaggi dall’esporre le opere canoviane presenti sul territorio e rimaste finora nascoste al pubblico. Alcuni di questi gessi, poi, avrebbero un valore inestimabile: è il caso del monumento a Vittorio Alfieri, assicurato per 1 milione di euro, della Maddalena penitente, di cui si è perso l’originale in marmo e dei Pugilatori, di cui una copia, appartenuta allo stilista Gianni Versace, è stata battuta due anni fa ad un’asta londinese per 460mila euro. “Stando le cose in questi termini”, conclude Chiappuella, “non possiamo fare a meno di chiederci perché le autorità a cui competono la conservazione e valorizzazione di questi tesori non riescono ancora a comprendere l’attrazione che essi sarebbero in grado di suscitare”.