La panoramica complessiva della realtà della nostra provincia è tutt’altro che rosea e le prospettive di investimento e di sviluppo francamente sembrano ideali chimere: questo il realistico quadro disegnato dal sindacato della Cisl di Massa Carrara. A cominciare dal settore lapideo, dove regna una pallida stagnazione e dove mani estere oramai la fanno da padrone: bisognerebbe cominciare a vendere meno fuori e ad investire di più nel nostro mercato. La Sanità, che necessita al più presto di un ospedale unico per mettere una  chiusura definitiva ad una situazione lacerata, quantomeno nei bilanci; per non parlare dei dati dell’occupazione, continua la Cisl e dei 1900 posti persi e di tanti altri recuperati, quasi 1400, che, al saldo finale significano però meno 2000 posti persi dal 2008. L’analisi stilata dal sindacato non e’ meno confortante per quanto riguarda il settore degli investimenti e il paragone con le limitrofe realtà di La Spezia e di Sarzana è inevitabile: in quel della liguria ci sono catene commerciali, multisala e ben due porticcioli già realizzati: a Massa Carrara solo inghippi burocratici che rallentano la melmosa strada del business, dove si litiga per tutto e alla fine sono gli operai che pagano con la loro cassa integrazione. Chiude il triste resoconto la questione del trasporto locale, con i tagli che provengono dalle alte sfere governative e che fa porre serie domande su quale sarà la sorte del nostro trasporto pubblico.