Documenti inediti, ritrovati nell’Archivio di Stato, dimostrano che la zona di Lavacchio, era già stata dichiarata a rischio dal 1885, dopo un evento alluvionale molto simile a quello dei primi di novembre e che anche zone come Caglieglia erano state oggetto di preoccupazione da parte di chi amministrava il territorio in quegli anni, a causa delle fragilità del territorio e dei rischi grossi che la popolazione corse dopo una delle tante alluvioni. Questi documenti, che dimostrerebbero una non curanza generale della politica apuana in un intero secolo di storia, verranno mostrati per la prima volta sabato pomeriggio durante il convegno regionale “Da fragile a sicuro” organizzato al centro congressi della Apt da Sinistra Ecologia e Libertà. Il convegno è stato voluto a Massa proprio perché è questa, secondo la Regione, la provincia più fragile della Toscana dal punto di vista idrogeologico e anche per non dimenticare i fatti accaduti nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre, quando morirono tre concittadini, sotto il fango delle frane di Mirteto e Lavacchio. Il convegno è stato presentato da Martina Nardi, Loreno Vivoli, Bruno Borghini e Carlo Paloni del Sel di Massa e da alcuni esponenti del Sel regionale Mario Ricci e Mario Lupi. Obiettivo cercare di fare chiarezza sulle prospettive del territorio e sui compiti della Protezione civile che non deve più fare la parte del 118, ovvero intervenire nelle emergenze, ma garantire costante attenzione e manutenzione ai territori che ne hanno bisogno.
Il convegno partirà alle 15,30: saranno presenti come relatori personaggi del calibro di Maria Sargentini, responsabile della Protezione Civile regione Toscana, Piero Baronti Legambiente Toscana, Pierluigi Giovannini padre della legge1 della regione Toscana, Giuseppe Nardini presidente del parco della Apuane e il geologo Andrea Piccinini
