Miron e Caratasu, entrambi 19 anni, sono accusati di omicidio volontario, rissa e lesioni per la morte di Giacomo Bongiorni. Ha scelto il rito abbreviato anche il cognato della vittima, imputato per la sola rissa. Prima udi

Saranno giudicati con il rito abbreviato i due maggiorenni imputati per la morte di Giacomo Bongiorni, il carpentiere massese di 47 anni deceduto dopo la violenta aggressione avvenuta nella notte tra l’11 e il 12 aprile in piazza Palma, nel centro di Massa.

Davanti al Gup del Tribunale di Massa, gli avvocati Giorgio Furlan ed Enzo Frediani, difensori di Ionut Alexandru Miron ed Eduard Caratasu, entrambi 19enni e originari della Romania, hanno chiesto il rito alternativo, ottenendone l’ammissione.

I due sono accusati, a vario titolo, di omicidio volontario, rissa e lesioni. La discussione è stata fissata per il prossimo 7 dicembre.

La stessa scelta è stata compiuta da Gabriele Tognocchi, cognato della vittima, assistito dagli avvocati Pietro Bogliolo e Marco Marino. Per lui l’accusa è quella di rissa. Anche in questo caso il giudice ha accolto la richiesta di rito abbreviato, fissando la discussione nella stessa udienza.

Nel corso dell’udienza i familiari di Bongiorni, assistiti dall’avvocato Adriano Martini, hanno chiesto di costituirsi parte civile. La richiesta non ha incontrato l’opposizione delle difese ed è stata accolta.

È stata invece respinta la richiesta di costituzione di parte civile presentata dalla nuova associazione di volontariato “Insieme per Giacomo”, nata proprio dopo la tragedia. A opporsi erano stati i difensori dei due imputati maggiorenni.

Il procedimento ha registrato anche richieste incrociate di costituzione di parte civile tra gli imputati. L’istanza presentata dall’avvocato Furlan nell’interesse di Miron nei confronti di Tognocchi è stata accolta dal giudice, così come quella avanzata dai legali del cognato della vittima.

Al centro dell’inchiesta resta la drammatica notte di aprile. Secondo la ricostruzione finora emersa, Bongiorni si trovava in piazza insieme alla compagna e al figlio di 11 anni quando sarebbe nato un diverbio con alcuni giovani, dopo il lancio di alcune bottiglie. Il 47enne sarebbe stato quindi aggredito con calci e pugni. Il cognato sarebbe intervenuto nel tentativo di aiutarlo.

L’autopsia ha attribuito il decesso a un grave trauma cranico con emorragia cerebrale, riconducibile ai colpi subiti al volto e alla successiva caduta.

La tragedia ha lasciato una ferita profonda nella comunità massese. Da quella vicenda è nata anche “Insieme per Giacomo”, associazione costituita da familiari, amici e cittadini con l’obiettivo di promuovere iniziative contro la violenza e favorire il dialogo tra giovani e comunità.

Sul fronte giudiziario, la vicenda coinvolge anche tre minorenni. Uno di loro, già praticante di pugilato, è accusato di omicidio volontario e rissa aggravata; gli altri due devono invece rispondere della sola rissa aggravata. Per i procedimenti a carico dei minori seguiranno percorsi distinti rispetto a quello davanti al Tribunale di Massa.

Per i due maggiorenni e per Tognocchi, il prossimo appuntamento è dunque fissato al 7 dicembre, quando saranno discusse le rispettive posizioni con il rito abbreviato.

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