Le segreterie territoriali di Sappe, Osapp, Uspp e Uil Fp denunciano sovraffollamento e carenze di organico: «Sistema al collasso, servono subito meno detenuti e rinforzi». A rischio anche le attività di sartoria e lanificio

È una situazione definita «disperata e urgente» quella denunciata dalle organizzazioni sindacali della Polizia penitenziaria sulle condizioni della Casa di reclusione di Massa.

Le segreterie territoriali di Sappe, Osapp, Uspp e Uil Fp chiedono interventi immediati e, in assenza di risposte, annunciano la possibilità di proclamare lo stato di agitazione del personale.

Al centro della protesta ci sono soprattutto il sovraffollamento, la carenza di agenti e i numerosi trasferimenti di detenuti provenienti da altri istituti. Secondo i sindacati, la struttura avrebbe raggiunto un indice di affollamento del 177 per cento, a fronte di una capienza regolamentare di 175 posti.

Una situazione che, secondo le organizzazioni, avrebbe ripercussioni anche sulla sicurezza. «Si registrano continue aggressioni al personale, risse e tensioni quotidiane», sostengono i sindacati, che parlano di spazi ormai saturi e di un aumento degli eventi critici.

A pesare è anche la carenza di personale. La pianta organica, secondo quanto riferito dalle organizzazioni, presenta un deficit superiore al 20 per cento. I sindacati denunciano turni prolungati, difficoltà nella fruizione di congedi e riposi e l’accorpamento di più servizi sotto la responsabilità di un singolo agente.

Una situazione che, secondo Sappe, Osapp, Uspp e Uil Fp, renderebbe sempre più difficile garantire sia la sicurezza sia le attività quotidiane legate alla gestione della popolazione detenuta, dai colloqui alle telefonate, fino ai servizi di cucina, magazzino e ufficio spesa.

Un ulteriore problema viene individuato nei trasferimenti in ingresso da altri istituti della regione, che avrebbero aumentato il carico di lavoro dell’Ufficio matricola e del servizio Traduzioni e Piantonamenti.

Particolare preoccupazione viene espressa anche per le attività lavorative interne, in particolare sartoria e lanificio, considerate dai sindacati «veri punti di forza della struttura massese». Per questo viene chiesta una maggiore attenzione nella scelta dei detenuti da trasferire a Massa, così da garantire, sostengono le organizzazioni, la continuità delle lavorazioni e la sicurezza di operatori e detenuti.

Le richieste avanzate sono precise: decongestionamento immediato della popolazione detenuta, con il trasferimento dei soggetti ritenuti non idonei alle caratteristiche dell’istituto; invio urgente di un contingente di Polizia penitenziaria per colmare le carenze di organico; convocazione di un tavolo di confronto con il Provveditore e il Prefetto per esaminare complessivamente la situazione.

«In assenza di un riscontro immediato e di interventi concreti – scrivono i sindacati – saremo costretti a proclamare lo stato di agitazione di tutto il personale e avviare le successive forme di protesta consentite dalla legge».

Una presa di posizione che riporta così al centro dell’attenzione le condizioni della struttura penitenziaria massese e, insieme, la necessità di conciliare sicurezza, condizioni di lavoro degli agenti e attività di trattamento rivolte alla popolazione detenuta.

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