“Abbiamo presentato un’interrogazione all’Amministrazione comunale per capire se ci sia stata adesione all’avviso pubblico della “Toscana Diffusa”. C’è la possibilità di prendere fino a mezzo milione di euro per sviluppare un progetto nei nostri paesi di montagna. Ci sono tantissimi luoghi, impianti, edifici pubblici in stato di abbandono che potrebbero trovare nuova vita con quelle risorse” dichiara la consigliera Bennati.
“Mi vengono in mente la Filanda di Forno, i campi sportivi di Forno, Casette e Ca di Cecco ma anche le stesse scuole di Casette, Forno, Antona, Bergiola Maggiore se parliamo di edifici. Però c’è anche la possibilità di agire sulle reti ecologiche ovvero trovare fondi per tutti quei sentieri, per bici o trekking, che connettono i paesi di montagna fra di loro e alla città attraverso le nuove forme di mobilità sostenibile. L’avviso però è anche molto altro e permette di avere risorse per immaginare un futuro diverso per tutti questi luoghi. La situazione delle nostre aree interne è tale che ogni possibilità di trovare risorse per contrastare degrado e abbandono di luoghi e spazi pubblici va colta” sottolinea Bennati.
Come Polo Progressista e di Sinistra da tre anni cerchiamo di convincere l’Amministrazione comunale ad associarsi a “Riabitare l’Italia” senza ovviamente riuscirci.
Il Comune di Massa vive una situazione di sotto organico tecnico cristallizzata in cui le professionalità presenti non hanno gli spazi per garantire la dovuta attenzione alle necessità delle aree interne: non ha al suo interno competenze professionali che possono trasformare i bisogni della vita quotidiana delle aree interne in progetti mirati a disegnare un futuro diverso per i nostri paesi. Noi ci auguriamo che il Comune abbia partecipato all’avviso pubblico regionale della “Toscana Diffusa” e ascolteremo con interesse la risposta che verrà data in aula.
C’è tempo fino al prossimo 30 Ottobre per presentare l’istanza di assegnazione dei contributi. Speriamo davvero in una risposta positiva dell’Amministrazione comunale perché c’è bisogno di iniziare ad affrontare la mancanza di visione di sviluppo del nostro territorio partendo da uno dei tanti problemi di degrado legati all’abbandono della nostra montagna.
Occorre disegnare un futuro diverso per i paesi di montagna anche attraverso il loro protagonismo nella crisi climatica come dimostra l’accesso estivo al fiume Frigido di migliaia di persone.
