Dunque, ricapitoliamo

A tutti i cittadini, escluso agli iscritti della Cgil, è fatto divieto di attraversare i binari di una stazione ferroviaria (dpr 753/80), pena una multa fino a 2 mila euro.

A tutti i cittadini, escluso agli iscritti della Cgil, è fatto divieto di occupare i binari di una stazione ferroviaria (art. 340 c.p.), pena la reclusione fino a 2 anni per i partecipanti e fino a 5 per gli organizzatori.

Se tali norme vengono, al contrario, applicate a iscritti della Cgil “si colpisce il diritto di manifestare e si mette in discussione la libertà di tutte e di tutti” (Cgil Toscana), e tutto questo perché “il governo insidia gravemente il diritto a manifestare” (Lista Serena Arrighi).

Insomma, per la Cgil e la sindaca di Carrara siamo “tutte e tutti” uguali ma “qualcuna e qualcuno” è più uguale “delle altre e degli altri”: a loro non si applicano le norme dello stato e, se queste vengono ugualmente applicate, “si colpisce gravemente il diritto a manifestare”.

Ah, dimenticavo… Il governo farebbe tutto questo attraverso la Procura della Repubblica di Massa, che notoriamente agisce su mandato diretto dell’esecutivo.

Ora, dato che la manifestazione del 3 ottobre, da cui tutto è partito, era Pro-Pal, viene naturale solidarizzare con i palestinesi, ma per i difensori fuori di legge (e forse anche un po’ di testa) che la storia gli ha messo a fianco.

Simone Caffaz