Dopo il caso Rivolta di Torino, il deputato della Lega sollecita il Comune di Carrara a rispettare le ordinanze di demolizione e garantire sicurezza
Il Lavello torna al centro del dibattito politico e sociale.
L’onorevole della Lega Andrea Barabotti ha rilanciato con forza la richiesta di sgombero definitivo del campo nomadi che da decenni occupa l’area, sollecitando il Comune a intervenire senza ulteriori ritardi.
L’input è arrivato dopo il recente caso di cronaca che ha visto protagonista Jonathan Rivolta a Torino, episodio che ha riacceso il tema della legittima difesa e, al contempo, acceso i riflettori sugli insediamenti abusivi in Italia. In particolare, la morte di Adamo Massa, uomo di origini Sinti, ha fatto tornare alla ribalta la questione dei campi nomadi e della sicurezza nelle città.
«Le ordinanze di demolizione che abbiamo ottenuto non sono ancora state attuate – ha affermato Barabotti – Il Comune di Carrara deve assumersi la responsabilità di far rispettare le leggi e garantire la sicurezza dei cittadini. Non possiamo più aspettare: porteremo la questione davanti a tutte le istituzioni, locali e nazionali».
Non è la prima volta che il parlamentare lega la sua attività al Lavello. Solo la scorsa estate, dopo un incendio scoppiato all’interno del campo, Barabotti aveva chiesto interventi immediati per mettere in sicurezza l’area. Oggi, il deputato ribadisce con forza la necessità di misure concrete e definitive: legalità, sicurezza e decoro urbano, secondo lui, non possono più attendere.
La vicenda riaccende così un dibattito ormai decennale a Carrara: da un lato la tutela dei diritti dei residenti e la sicurezza pubblica, dall’altro la complessa gestione degli insediamenti abusivi.
Con l’attenzione della politica nazionale ora puntata sul Lavello, le prossime settimane saranno decisive per capire se le promesse di intervento troveranno finalmente attuazione.
