Resterà chiuso per una settimana il Barlume di Marina di Carrara. Il provvedimento di sospensione della licenza è stato disposto dal questore Bianca Venezia e sarà in vigore dalla mezzanotte del 16 gennaio fino alla mezzanotte del 23 gennaio.
La decisione, come spiegato in una nota della Questura, è stata adottata perché «numerosi e gravi sono stati gli episodi di disordini tali da rendere concreto il rischio per la sicurezza pubblica». Secondo quanto riportato dal Primo ufficio della Polizia di Stato, all’interno e nelle immediate pertinenze del locale si sarebbero verificati «diversi interventi e segnalazioni per risse, aggressioni, liti e spaccio di sostanze stupefacenti».

Una ricostruzione che però non convince del tutto la proprietà. Uno dei titolari del disco-club, Luca Pedonese, pur dichiarando il rispetto per il provvedimento, sottolinea come «tutti quegli episodi siano accaduti fuori dal nostro locale», rimarcando la volontà di collaborare con le istituzioni per garantire sicurezza e ordine.
Il questore Venezia ha fatto ricorso ai poteri previsti dall’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che consente la sospensione temporanea o la revoca della licenza di un esercizio in presenza di situazioni ritenute potenzialmente pericolose per l’ordine pubblico. «Il provvedimento non ha finalità sanzionatorie – precisa la Questura – ma mira a impedire il perpetuarsi di situazioni di oggettivo pregiudizio sociale».
Il Barlume è attivo dal 2017 ed è diventato nel tempo un punto di riferimento della movida locale: il mercoledì dedicato ai ritmi latino-americani, il venerdì serata per i giovanissimi e il sabato pensato per un pubblico fino a 60 anni.
La direzione del locale, infine, fa sapere di essere già al lavoro per rafforzare le misure di sicurezza, annunciando investimenti per il potenziamento del sistema di videosorveglianza, il rafforzamento del presidio esterno e l’introduzione di sistemi digitali per il controllo degli accessi e della capienza, con l’obiettivo di prevenire nuovi episodi critici alla riapertura.
