Anche quest’anno la Marcia interreligiosa della pace ha registrato una partecipazione significativa. Oltre 400 persone, complice una bella giornata di sole, si sono date appuntamento alle 14.30 in piazza IV Novembre per prendere parte a un’iniziativa ormai diventata un punto di riferimento per la città.
Il corteo, colorato dalle bandiere della pace, ha attraversato viale della Stazione, largo Unità d’Italia, via Eugenio Chiesa e via Porta Fabbrica, per concludersi in piazza Aranci, dove si è tenuto il momento finale di riflessione e preghiera.

Alla manifestazione, organizzata dalla Diocesi di Massa Carrara-Pontremoli e dall’Azione Cattolica diocesana come segno concreto di impegno comune per la convivenza tra i popoli, hanno partecipato il vescovo Mario Vaccari e i rappresentanti delle comunità ortodossa, metodista valdese e musulmana, oltre naturalmente ai membri dell’Azione Cattolica.
Una marcia sempre molto sentita e partecipata, che si avvicina ormai al traguardo delle venti edizioni. Nata su iniziativa dell’Azione Cattolica per dare corpo, nel mese di gennaio dedicato alla pace, ai messaggi dei Pontefici, nel corso degli anni ha saputo coinvolgere anche le altre comunità religiose del territorio, diventando un autentico esempio di dialogo e integrazione.

«La marcia è andata molto bene, soprattutto in un momento storico come questo – commenta Sabrina Castagna, presidente di Azione Cattolica –. Non è semplice vedere centinaia di persone camminare insieme in una città piccola come Massa. È una manifestazione sempre attesa e importante».
Un dato significativo, sottolineato dagli organizzatori, è la presenza anche di numerosi cittadini non credenti o non legati direttamente a una confessione religiosa. «Questo fa capire – prosegue Castagna – che la pace è un valore condiviso, capace di unire oltre le differenze. È un segnale che sorprende e incoraggia».

Al termine della marcia, le diverse rappresentanze religiose hanno rivolto ai presenti messaggi di pace, ciascuno secondo la propria tradizione, ribadendo l’urgenza di costruire un mondo fondato sul rispetto, sulla giustizia e sulla convivenza tra i popoli.
