Giovedì 7 agosto, dalle ore 10.00 alle 12.30, i lavoratori e le lavoratrici di USB Pubblico Impiego Sanità Massa Carrara promuovono un presidio di raccolta firme davanti al distretto sanitario di Aulla, a sostegno del referendum consultivo regionale che chiede il superamento delle cosiddette “Aslone” e il ritorno a un sistema sanitario basato sulle Asl provinciali.

L’iniziativa, organizzata da SOS Salute Lunigiana in collaborazione con il Comitato Referendario Regionale e USB, ha già raccolto numerose adesioni da parte di realtà associative, sindacali e politiche del territorio: tra queste, Comitato Salute Pubblica Alta Lunigiana, Comitato Salute Pubblica Massa Carrara, Consulta Popolare per la Sanità di Massa, Comitato Toscano Sanità, CREST, P. dei CARC e FIALS Massa Carrara. Altre adesioni sono attese nei prossimi giorni.

I sindaci della Lunigiana saranno invitati a partecipare al presidio per esprimere pubblicamente la propria posizione rispetto al referendum. Il territorio lunigianese – si sottolinea – è stato tra i più penalizzati dalla riforma sanitaria del 2015, che ha accorpato le dodici aziende sanitarie toscane in tre grandi AUSL di area vasta. Un riassetto che, secondo molti, ha peggiorato la qualità e l’accessibilità dei servizi, soprattutto nelle zone più periferiche.


IL REFERENDUM: LA DOMANDA AI CITTADINI TOSCANI

Il quesito referendario recita:

“Siete favorevoli alla proposta volta a rivedere l’attuale assetto del Servizio Sanitario Regionale incentrato in tre Aziende Unità Sanitarie Locali (AUSL) di area vasta, come previsto dalla legge regionale toscana n. 84/2015, al fine di assicurare una maggiore diffusione delle AUSL sul territorio, organizzandole su base provinciale?”

Non è previsto il quorum: il referendum ha valore consultivo, ma il suo risultato rappresenta un importante segnale politico.


COSA HA PORTATO LA RIFORMA DEL 2015?

Secondo i promotori del referendum, la riforma sanitaria introdotta con la Legge Regionale n. 84/2015 ha prodotto più problemi che benefici. Ecco i principali punti critici evidenziati:

  • Nessun risparmio economico: le grandi fusioni aziendali, come dimostrano diverse esperienze, non hanno portato risparmi, ma spesso un aumento dei costi gestionali.
  • Qualità dei servizi in calo: la centralizzazione ha ridotto l’efficienza e la capacità di risposta alle esigenze locali.
  • Accesso ai servizi sempre più difficile: tempi di attesa aumentati, mobilità sanitaria in crescita e numerosi cittadini costretti a rivolgersi alla sanità privata.

DIECI ANNI DOPO: UN BILANCIO NEGATIVO

A distanza di dieci anni dalla riforma, la situazione in Toscana è critica:

  • Oltre 200.000 cittadini (fonte ISTAT) hanno rinunciato alle cure per motivi economici.
  • Circa 1.000 posti letto pubblici sono stati tagliati.
  • Le liste d’attesa si sono allungate notevolmente.
  • Gli ospedali periferici sono stati depotenziati.
  • C’è una grave carenza di personale, aggravata da blocchi alle assunzioni e continui pensionamenti o trasferimenti.
  • I Pronto Soccorso risultano spesso sovraffollati e in difficoltà nel trovare posti letto per i ricoveri.

I RILIEVI DELLA CORTE DEI CONTI

Anche la Corte dei Conti ha sollevato pesanti critiche alla gestione della sanità toscana:

  • Ritardi nei bilanci e crisi di liquidità.
  • Tempi lunghi nei pagamenti ai fornitori.
  • Carenza di trasparenza e difficoltà di coordinamento tra le tre AUSL di area vasta.

UN’OCCASIONE PER FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE

Il presidio di Aulla rappresenta non solo un momento di partecipazione popolare ma anche un’occasione per riflettere sull’attuale assetto del sistema sanitario toscano. Il referendum, pur essendo consultivo, offre ai cittadini la possibilità di esprimere un giudizio politico chiaro su una riforma che, secondo molti, ha allontanato i servizi sanitari dalle persone.

Giovedì 7 agosto, la cittadinanza è invitata a partecipare al presidio, firmare per il referendum e riaprire il dibattito sulla sanità pubblica in Toscana.

📍 Distretto Sanitario di Aulla
🕙 Dalle 10.00 alle 12.30

Per una sanità più vicina, più giusta, più accessibile.