L’olivicoltura toscana è sotto minaccia. A lanciare l’allarme è Confartigianato Massa Carrara, che denuncia la crescente diffusione della cecidomia dell’olivo, un parassita che da anni sta colpendo duramente le piante in diverse regioni italiane. In particolare, Liguria e Toscana risultano tra le aree più colpite.
«Occorre monitorare attentamente la diffusione di questo insetto e predisporre con urgenza linee guida regionali per contrastarlo, utilizzando prodotti a basso impatto ambientale» – ha dichiarato Adriano Petacchi, presidente dei frantoiani di Confartigianato Massa Carrara. «Il fenomeno non è nuovo – ha aggiunto – ma negli ultimi anni si è aggravato a causa dei cambiamenti climatici, che hanno favorito la proliferazione della cecidomia e modificato gli equilibri tra insetti utili e nocivi».
Le zone più colpite in Toscana, secondo Petacchi, sono la Lunigiana e la provincia di Massa Carrara, ma casi preoccupanti sono emersi anche nel Grossetano, a conferma di una diffusione che non accenna a rallentare.
L’appello di Confartigianato si rivolge sia agli olivicoltori, invitati a sorvegliare con attenzione i propri oliveti, sia alla Regione Toscana, chiamata a intervenire con indicazioni tecniche chiare e tempestive. «È fondamentale – conclude Petacchi – fornire agli agricoltori strumenti concreti per proteggere le piante, evitando l’impiego indiscriminato di fitofarmaci e salvaguardando al contempo l’ambiente».
L’allarme della cecidomia si aggiunge alle numerose sfide che l’olivicoltura italiana sta affrontando, tra cui siccità, gelate tardive e concorrenza estera. Una situazione che richiede risposte rapide e coordinate da parte delle istituzioni e del mondo agricolo.
