Una donna si era recata a una visita senologica per escludere la presenza di un tumore, ma quel consulto medico si trasformò in un incubo. A distanza di anni, la Corte d’Appello di Genova ha confermato la condanna nei confronti di un medico 60enne della Spezia, riconoscendolo colpevole di aver molestato la paziente durante la visita. Il sanitario dovrà risarcire la donna con 33mila euro per i danni morali, biologici e relazionali, oltre a 7mila euro per le spese legali.

I fatti risalgono al luglio del 2013, quando la paziente, all’epoca trentenne, si sottopose a una visita presso un’associazione lunigianese. Secondo la sentenza, il medico aveva abbandonato il suo ruolo professionale, rivolgendo alla paziente frasi inappropriate e approfittando della fiducia riposta in lui. Durante la visita, in un gesto inaspettato e scioccante, avrebbe persino leccato la paziente. In seguito all’abuso, la donna ha sviluppato una sindrome ansioso-depressiva, con ripercussioni sulla sua vita relazionale e sessuale.

Il medico era già stato condannato in sede penale per violenza sessuale a 4 anni di reclusione, pena poi ridotta a 3 anni e 2 mesi in appello. Nonostante il tentativo di ricorso, il Tribunale civile di Massa prima e la Corte d’Appello di Genova poi, hanno confermato la responsabilità del medico anche sul piano civile, certificando i danni psicologici e relazionali subiti dalla vittima.

Nel provvedimento si evidenzia come la violenza abbia causato una patologia psichica che ha compromesso la qualità della vita della donna, con sintomi di ansia e difficoltà relazionali. La Corte ha riconosciuto il risarcimento in base all’intensità del danno biologico e morale, incluso l’impatto negativo sulle relazioni affettive della vittima, un aspetto considerato «anomalo ed eccezionale» conseguente all’abuso.