Sono passati poco più di due mesi da quando Aisha, la piccola scimmietta blu, nata dalla fantasia della scrittrice Sandra von Borries, è diventata la  mascotte dei piccoli pazienti dell’Ospedale del Cuore. E ora quella scimmietta è pronta  per avere una casa tutta sua, un posto speciale in cui accogliere e rallegrare i bambini dal cuore “birichino” e le loro famiglie. 

Questa mattina, nell’uliveto a monte dell’Ospedale del Cuore, alla presenza del Presidente della Regione Eugenio Giani, del Presidente della Provincia di Massa Carrara Gianni Lorenzetti, del sindaco di Massa Francesco Persiani e del Vice Prefetto Andrea Leo, è stato inaugurato il cantiere per la realizzazione di una nuova casa di accoglienza, la Casa di Aisha, appunto, che si aggiunge alle tre già esistenti: il Direttore Generale di Monasterio, Marco Torre, e il Presidente Giani hanno formalmente dato l’avvio ai lavori posando un basamento in legno con una piccola statua di Aisha e del suo cuore Bumbùm. Una installazione preziosa perché pensata e realizzata interamente in Monasterio: Arnold, storico manutentore, ha inciso la targa, gli ingegneri del BioCardiolab hanno creato il modello 3D della scimmietta e del cuoricino e Giulia, giovane del Servizio Civile Digitale, ha dipinto le piccole statue. Un atto di amore per Aisha, la sua nuova casa e i bambini che ospiterà. Accogliere è da sempre nel DNA di Monasterio e nel rispetto di quella cultura  è stata progettata la nuova casa per ospitare i piccoli pazienti, con i loro familiari, prima dell’operazione e in fase post operatoria. Sono moltissimi (oltre il 40%), infatti, i pazienti pediatrici dell’Ospedale del Cuore che arrivano da fuori regione, spesso, nell’ambito dei progetti di cooperazione internazionale, dall’estero. La Casa accoglierà inoltre le  mamme  inserite nel percorso nascita dell’Ospedale del Cuore.

A realizzare la nuova Casa contribuiscono tanti amici di Monasterio: Intesa Sanpaolo attraverso il Programma Formula in collaborazione con CESVI; Fondazione Rosa Prístina; Conad;  Enel Cuore; Fondazione Luigi Donato per Monasterio e Associazione Un Cuore Un Mondo. I lavori ammontano complessivamente a 1,5 milioni di euro e la campagna di fund raising – sono  già stati raccolti oltre 620mila euro – è ancora in corso nella speranza che sempre più “amici” sostengano il progetto della Casa di Aisha.

Il nuovo edificio è stato progettato da Emanuele Donadel, ex socio di Renzo Piano, autore di importanti progetti in Italia e all’estero. Pensato come una vera e propria casa, immerso nel verde, luminoso, con ampi spazi comuni, l’edificio sorgerà in una radura a monte dell’Ospedale del Cuore. Una casa di oltre 450 metri quadrati, con 10 piccole unità abitative, ecosostenibile, “sospesa” tra i monti, sul retro, e la vista del mare, in un rapporto costante con la natura. Il nuovo edificio,  in legno e acciaio, con grandi superfici vetrate, sarà accessibile a persone con disabilità e potrà accogliere contemporaneamente fino a 25  ospiti. Raggiungibile da una piccola strada carrabile in terra battuta, si articolerà su due piani. Oltre alle camere, ospiterà una grande zona comune panoramica, destinata al gioco, al relax e al pranzo; una cucina comune, una saletta riunioni per incontri con i medici e una lavanderia. Al centro del piano terra un grande porticato coperto, affacciato sugli ulivi, consentirà ai bambini di uscire all’aperto e giocare all’esterno anche nei giorni di pioggia. La nuova casa di accoglienza è un modello di bioarchitettura. Ecosostenibile, costruita con materiali naturali, è orientata al risparmio energetico, dotata di pannelli fotovoltaici e solari-termici e di sistemi di raccolta dell’acqua meteorica.

Anche il cantiere sarà a minimo impatto ambientale: la composizione modulare dell’edificio, con l’utilizzo di parti prefabbricate in acciaio e legno, consente il facile ampliamento, qualora sia necessario e assicura un cantiere pulito: il montaggio veloce e “meccanico” dei componenti modulari, leggeri e trasportabili facilmente, evita l’impiego di cementi, murature o polveri il cui utilizzo, oltre ad inquinare, allunga i tempi del cantiere. “Sono felice di essere qui oggi. Questa inaugurazione – è il  commento del Presidente della Regione Eugenio Giani conferma i valori di solidarietà e accoglienza che  contraddistinguono Monasterio. La casa  è  il simbolo  di  un percorso  di  cura e presa  in carico dei piccoli pazienti e delle loro famiglie per trasformare la sofferenza in  vicinanza, protezione e solidarietà. Questa  Casa  sorgerà senza finanziamenti pubblici, ma con il  prezioso contributo di molti e grazie all’impegno importante di privati, associazioni e  fondazioni. Un grazie speciale va alla Fondazione  Donato per Monasterio per il  sostegno  agli ospedali di Monasterio”.Oggi è un giorno di grande emozione, la nostra splendida mascotte avrà presto una casa  tutta sua per accogliere i nostri bambini e le loro famiglie. Siamo orgogliosissimi  – sono le parole di Marco Torre, Direttore Generale di Monasterio – perchè la Casa è stata progettata e sarà realizzata senza utilizzare fondi pubblici, con  il prezioso contributo di tanti “amici” che hanno confermato di sentirsi parte della grande famiglia Monasterio e che hanno voluto, ciascuno con le proprie specificità, posare una tessera di questo magnifico puzzle. Un puzzle che, con l’aiuto di tutti voi, si completerà in un anno per rispondere alle sempre maggiori richieste di accoglienza dei nostri piccoli pazienti, delle loro mamme e papà. Accogliere è nel nostro Dna e questa casa conferma la nostra mission: garantire a tutti, indipendentemente dalla storia personale e dal paese di provenienza, l’accesso alle migliori cure”. “Questa piccola architettura in legno nasce come gesto d’amore verso i più piccoli e più fragili. Per loro, che ancora credono alle favole, – spiega il progettista Emanuele Donadel – questa casa nel bosco sarà come la casa sugli alberi dei loro sogni, sospesa tra i rami, su piccole colonne d’acciaio, col tetto a capanna, raggiungibile attraverso una piccola passerella. L ‘interno sarà pieno di luce, profumato di legno e avvolgente come un nido. Dalle finestre, attraverso le fronde degli ulivi, si vedrà il mare. La casa di Aisha è progettata per regalare benessere perché la cura nasce anche da queste attenzioni. Un sollievo in più, uno svago in più, un sorriso in più collaborano per la completa guarigione.”

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